Trichet preoccupato per dollaro e greggio: «Male per la crescita»

«Da evitare un’eccessiva volatilità dei cambi» Allerta sui prezzi alimentari

da Roma

La discesa del dollaro ai minimi record sull’euro allarma la Banca centrale europea. «Siamo particolarmente preoccupati per gli eccessivi movimenti dei tassi di cambio - spiega il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, al termine della riunione dei governatori del G10, a Basilea -: l’estrema volatilità e i movimenti disordinati dei tassi di cambio sono elementi indesiderabili per la crescita economica mondiale». Una posizione confermata dall’eurocommissario all’Economia, Joaquin Almunia: «L’eccessiva volatilità dei cambi - ribadisce - ci preoccupa».
Anche se Trichet ha evitato di citare direttamente il dollaro e l’euro, il suo intervento - in particolare l’enfasi sulla «preoccupazione» - è stato interpretato dai mercati come un campanello d’allarme. Così, le parole del banchiere centrale hanno momentaneamente frenato la discesa della moneta americana nei confronti di quella europea: il cambio è giunto a un minimo di giornata di 1,5316 dopo che, la scorsa settimana, aveva toccato il record di 1,5460 dollari per euro. Trichet ha anche ricordato la posizione ufficiale americana, secondo la quale «il dollaro forte è nell’interesse dell’economia Usa».
La questione dei cambi, insieme con l’ascesa senza limiti dei prezzi del petrolio e le forti tensioni sui prezzi degli alimentari, è stata al centro della riunione del Gruppo dei Dieci nella sede della Banca dei regolamenti internazionali, a Basilea. Oltre a Trichet erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente della Federal Reserve, Donald Kohn, il governatore della Banca centrale giapponese Toshihiko Fukui, il governatore della Bank of England, Mervyn King, e il governatore di Bankitalia, Mario Draghi. «I prezzi del petrolio e delle commodities - osserva il presidente della Bce - rappresentano un rischio sia per la crescita, sia per l’inflazione. Il rialzo è in atto da mesi, ma ora gli aumenti si stanno concretizzando in modo deciso. Tutto questo - aggiunge Trichet - ha impatto non solo sui numeri, ma anche sulla psicologia dei consumi». Secondo il banchiere centrale, un ulteriore rallentamento dei consumi inciderebbe negativamente su una crescita già indebolita.
Il «numero uno» della Bce, che è anche presidente di turno del G10, conferma il persistere di una significativa correzione dei mercati, con elevata volatilità. «A livello globale - dice - l’allerta dei banchieri centrali è elevato». E spiega che, da una parte, le banche centrali devono continuare a essere «solide ancore» rispetto alle aspettative di inflazione; dall’altra devono assicurare il corretto funzionamento del mercato monetario a breve. Trichet ha, dunque, confermato la politica dei «due pilastri» adottata dalla Bce. Il mercato si trova ad affrontare «correzioni molto significative, che non sorprendono: avevamo sottolineato, infatti, la presenza di una sottovalutazione dei rischio da parte dei mercati», osserva Trichet. La banche centrali sono «in stretto contatto» fin dallo scorso agosto, e hanno affrontato la crisi con massicce iniezioni di liquidità. Ancora ieri, la Bce ha annunciato un’asta di rifinanziamento pronti-termine per 183 miliardi di euro.