Trichet: «Pronti a intervenire ma per ora non è necessario»

La Bce in contatto con Fed e con Bank of England

da Milano

«Stiamo monitorando la situazione e siamo pronti a interventi in tempo reale, ma per ora i mercati stanno funzionando». Doveva essere una riunione di routine quella di ieri del direttivo Bce, consacrata a ratificare il congelamento dei tassi al 2% per il 25° mese consecutivo: Jean-Claude Trichet si è invece trovato a gestire l’emergenza, in un febbrile giro di contatti allacciati con Alan Greenspan, capo supremo della Federal Reserve Usa, e con il collega britannico, Mervyn King. Ma questa volta, a differenza di quanto accadde l’11 settembre 2001, non c’è stato bisogno di stendere il cordone sanitario a protezione dei mercati attraverso una riduzione dei tassi di interesse.
Allora, la Bce e la Fed concertarono un intervento deciso, tagliando di mezzo punto il costo del denaro per dare un segnale tangibile di sostegno economico: ieri si sono limitate a mantenere la più stretta vigilanza, confortate dal comportamento più composto delle Borse dopo l’iniziale reazione emotiva. «Non si rendono necessarie particolari iniziative - ha in seguito ribadito Trichet - . Anche Greenspan condivide questa valutazione e restiamo tutti in contatto permanente». Mantenere al più alto livello la soglia di attenzione, ha quindi spiegato il numero uno dell’istituto di Francoforte, dove è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime, significa garantire il funzionamento dei mercati dei pagamenti e le relative infrastrutture. «L’11 settembre - ha ricordato Trichet -, a causa delle difficoltà negli Usa e anche in alcuni Paesi, abbiamo ritenuto che ci potesse essere un problema di liquidità, ma non è il caso ora».
Il banchiere francese è convinto che gli attentati terroristici nella capitale inglese non avranno ripercussioni sull’economia, così come accadde in seguito agli attacchi a Madrid, ma ha ammesso che il ritmo di crescita dell’eurozona è destinato a rallentare nel secondo trimestre rispetto al già modesto sviluppo dello 0,5% del periodo gennaio-marzo. Sono tre gli elementi di freno all’espansione individuati dalla Bce: uno di natura interna legato alla bassa fiducia dei consumatori, e due di carattere esogeno indotti dagli squilibri monetari globali e dagli alti prezzi del petrolio. A proposito del caro-greggio, Trichet ha chiesto «a tutti gli attori che agiscono sul mercato il più alto livello di trasparenza e di responsabilità possibile» riguardo all’andamento dei prezzi, che «non rappresenta una situazione normale». A maggior ragione dopo quanto accaduto ieri a Londra.