Trichet: sul caso Fazio ognuno eserciti le sue responsabilità

Il presidente della Bce: «Seguiamo la vicenda con attenzione e vigileremo sulla concorrenza». Siniscalco: «Posizione equilibrata»

Gian Battista Bozzo

da Roma

«È una situazione molto complessa perché sono coinvolte diverse istituzioni: il governo e il Parlamento italiani, la Banca d’Italia e il suo Consiglio superiore, altre istituzioni italiane, la Commissione europea e la Bce. Ci attendiamo che ognuno eserciti la propria responsabilità».
Ci sono decenni d’alta diplomazia, esercitata in Francia ed in Europa, dietro alle parole di Jean-Claude Trichet sul caso Fazio. Al vertice Ecofin di Manchester, il presidente della Banca centrale europea non si trincera al sicuro riparo del no comment. Anzi, dice chiaramente che ogni istituzione, nazionale o internazionale, deve sempre limitarsi al proprio ambito: la Bce controllerà in maniera inflessibile che la concorrenza venga rispettata, senza distinzioni di carattere nazionale. Ma per il resto, a ognuno le proprie responsabilità. Governo italiano compreso. Se Silvio Berlusconi ha passato la palla alla Bce, chiamandola in causa sul caso Fazio, Trichet l’ha solo toccata e rimandata indietro verso Palazzo Chigi e il Parlamento italiano.
Le dichiarazioni del banchiere francese convincono Domenico Siniscalco. «Mi riconosco molto nella posizione equilibrata di Trichet, quando dice che ciascuno ha la propria parte di responsabilità: la Bce, il Parlamento e il governo italiano, la Banca d’Italia stessa», osserva il ministro dell’Economia durante una pausa del vertice.
Assediato dai giornalisti, Siniscalco si limita a poche parole, ricordando che «quando si va all’estero, si difende l’Italia al meglio». Siniscalco al recente seminario di Cernobbio ha chiesto esplicitamente le dimissioni del governatore, tuttavia la riunione Ecofin di Manchester non è luogo di polemica interna. Del resto, lo stesso governatore di Bankitalia ha rinunciato all’Ecofin informale - alla quale avrebbe dovuto partecipare insieme a tutti gli altri banchieri centrali europei - proprio per evitare che problemi domestici potessero esplodere nel corso di un summit internazionale. A Manchester, in rappresentanza della Banca d’Italia, era presente il vicedirettore generale Pierluigi Ciocca.
Nonostante l’assenza del protagonista, il caso Fazio non poteva comunque restare sottotraccia. Trichet è stato sommerso di domande, soprattutto alla luce delle parole del premier italiano Berlusconi («il governo ha fatto quanto doveva, ora ci sono le competenze della Bce»). E il banchiere centrale europeo è stato chiaro: Francoforte è «inflessibile» sul funzionamento del mercato interno, sulla concorrenza e le considerazioni di carattere nazionale non devono essere tenute in conto. «Seguiamo molto attentamente la situazione - aggiunge -. Abbiamo ricevuto la relazione di Fazio al Cicr e siamo in dialogo con la Banca d’Italia».
Insomma, la Bce tratterà la questione Fazio esclusivamente nell’ambito delle proprie competenze, come aveva già fatto in occasione della lettera inviata nel maggio del 2004 al Parlamento italiano che esaminava la legge sul risparmio. La Bce allora ricordò che, secondo lo Statuto della banca centrale, un governatore nazionale può essere revocato dal suo incarico solo se impedito, o «se si è reso colpevole di gravi mancanze». Il codice etico, spesso citato, dei banchieri centrali non prevede, in caso di violazioni, sanzioni automatiche. Né alcuna indagine è in corso su Fazio da parte della Bce, visto che sul capo del governatore non pendono accuse formali e che la relazione al Cicr è stata approvata dal governo.
E che le dimensioni della vicenda, che pure si riverbera in Europa, siano fondamentalmente nazionali lo conferma il padrone di casa: «È una questione interna, che interessa solo a livello nazionale», è l’unico commento che si riesce a strappare al Cancelliere dello Scacchiere britannico Gordon Brown. «È questione tutta italiana», conferma il presidente del Parlamento europeo Josep Borrell. Lo stesso ministro delle Finanze olandese Gerrit Zalm, spesso indicato come capofila degli antifazisti esteri, si limita a dire: «Non sono un cittadino italiano, e comunque la questione Fazio non riguarda il ministro delle Finanze olandese. Il nome del governatore Fazio - aggiunge a fine riunione Zalm - non è stato fatto durante l’Ecofin, né si è discusso di Bankitalia».
Duro, invece, l’attacco al governatore da parte del ministro delle Finanze austriaco Karl-Heinz Grasser: «Il comportamento di Fazio è stato opposto allo spirito europeo. Grazie a Dio, il signor Fazio - aggiunge Grasser - non ha alcuna influenza sull’euro. Ogni banchiere centrale dovrebbe chiedersi se è credibile e se porta beneficio alla propria istituzione: se il governatore italiano si porrà queste domande, saprà certo darsi una risposta chiara».