Trilok Gurtu e la sua band, dall’India con amore

Il grande percussionista ha collaborato con le maggiori firme della musica jazz

Franco Fayenz

Dopo il successo dei concerti di Manu Katché e di Michael Nyman (esaurito in ogni ordine di posti) arriva questa sera alle 21 al Teatro degli Arcimboldi, ancora nell’ambito della rassegna Nu-Music, la band di Trilok Gurtu. Con il percussionista indiano, maestro anche di tabla e di canto, suonano Carlo Cantini violino e melodica, Phil Drummy flauti e sassofoni, Jan Ozveren chitarra e Stefano Dall’Ora contrabbasso.
Nel programma di sala si definisce Gurtu come una vivente dimostrazione del fatto innegabile che la buona musica non ha bisogno di confini, di etichette o di altro. Con la sua discografia di solista ha promosso di persona il concetto di quella che gli americani chiamano world music.
Tuttavia il maestro ha prestato finora la sua collaborazione in prevalenza ai grandi del jazz contemporaneo quali Don Cherry, John McLaughlin, Joe Zawinul, Pat Metheny, Dave Holland, i Solisti dell’Oregon, ed è a questi sodalizi che deve la sua notorietà in America e in Europa.
Nato a Bombay, 55 anni nel prossimo ottobre, Gurtu è doppiamente figlio d’arte e quasi predestinato alle contaminazioni: il nonno è un celebre sitarista e la madre, la cantante Shobha Gurtu, lo influenza con la sua ampia cultura vocale e lo inizia allo studio delle tabla a cinque anni.
La sua abilità percussiva si completa molto presto per mezzo di alcuni viaggi in Africa che compie quando è ancora bambino insieme con il fratello maggiore. Scopre così le congas e i bongos, e poco dopo prende contatto con la batteria jazz. Nel 1965 ha appena 14 anni, ma riunisce e dirige un gruppo di percussionisti che ne riconoscono la superiore preparazione musicale.
A questo punto Gurtu è già considerato un fine colorista, ricco di timbri e di sfumature quasi come lo conosciamo oggi. Egli introduce nel jazz, di cui in veste di batterista assimila in pieno i principi e le finezze, una concezione molto diversa dal consueto commento e appoggio ritmico, e perfino dal dialogo con gli strumenti melodici. Con lui, data la tradizione che rappresenta, la batteria e le percussioni balzano in primo piano, diventando voci di contrappunto e di solismo puro.
Come freelance, oltre alle collaborazioni già rilevate, Gurtu suona con gruppi suoi, con Om, Embryo, Family of Percussion, Charlie Mariano, Nanà Vasconcelos e Jan Garbarek. Si impegna anche come insegnante assai apprezzato, insieme con Karl Berger, presso la Creative Music School di Woodstock e incide copiosamente per numerose etichette discografiche.
La rassegna Nu-Music si conclude sabato, sempre agli Arcimboldi, con l’orchestra Alvin Curran Filharmonia. Per chi segua con assiduità la musica d’avanguardia e l’elettronica, Curran è un protagonista familiare ammirato da molti anni.
Compositore e direttore d’orchestra, americano nato a Providence nel 1938 ma romano di adozione, ha fondato quarant’anni orsono il celebre gruppo collettivo Musica Elettronica Viva (Mev).