«Il trio SI FA in quattro»: un rapimento tutto da ridere

Una spassosa commedia tra equivoci, scambi nonsense e dialetti interpretata da «Due interi e un ridotto»

Claudio Fontanini

Tre attori sull’orlo di una crisi di nervi, un telefono che squilla in continuazione al numero sbagliato, un’occasione irripetibile servita dal destino su un piatto d’argento. Dopo una stagione ricca d’impegni, Danilo De Santis, Virginia Raffaele e Francesca Dilani, alias «Due interi e un ridotto» presentano al Teatro Testaccio «Il trio SI FA in 4», il loro nuovo e scoppiettante spettacolo diretto da Dosto e tutto giocato sulla lastricata strada verso il successo artistico. Fama e fame, sogni di gloria e bollette da pagare (divertente la partita a carte del trio a colpi di avvisi di condominio e multoni Ztl serviti), ortopanoramiche e annunci criptici («Ma chi l’ha scritto, Battiato?»), piagnistei, ciocche di capelli in vendita e un manuale delle giovani nevrotiche pronto all’occorrenza. E intanto al piano di sotto un cabarettista vanesio trionfa dappertutto e ai tre sfortunati protagonisti al verde non resta che rispondere con rabbia e frustrazione alle chiamate sbagliate a lui indirizzate.
Tutto questo fino a un annuncio letto su un giornale. Sta per sbarcare a Roma il famoso e strapagato Trio Barnum, gruppo straniero i cui componenti somigliano come tre gocce d’acqua agli increduli attori affamati. Dalla lettura all’azione per sfidare la sorte: rapimento, scambio di persona e assegno intascato. Peccato che il piano non sia proprio perfetto e la polizia arrivi a sirene spiegate ma la prima pagina sarà tutta per gli arditi improvvisatori e il mondo dello spettacolo spalancherà loro finalmente le porte del successo.
Affiatati, spigliati e camaleontici i «Due interi e un ridotto» regalano un’ora e mezza di buonumore tra comicità di situazione, giochi di parole e nonsense. Eccoli così ripassare gli ultimi dettagli del piano segreto con qualcuno che si accomoda sulla piantina dell’hotel pensando di partecipare ad un pic-nic, eccoli partecipare a una conferenza stampa farsesca nella quale sono costretti a rispondere a monosillabi alle domande dei giornalisti ed eccoli viaggiare nei dialetti (irresistibile la Raffaele nei panni dell’avvocato accusatore che si esprime in latin-pugliese) in un processo tutto da ridere. Curiosità: a produrre interamente lo spettacolo è la «Girasole» della cantante Giorgia al suo debutto dietro le quinte complice la parentela con Danilo De Santis (è suo cugino). Repliche fino al 5 febbraio.