Trionfo annunciato tra body sexy standard e cabaret

Nel minishow all’esclusivo «Koko» classici come «Candy Man» ma anche brani disco commerciali come «Lady Marmalade»

da Londra

Lei arriva quasi di sfuggita, su di un palco piccolissimo. Il Koko di Camden High Street è il luogo londinese imperdibile per chi si nutre di flash e anche Madonna ha presentato qui il suo ultimo ciddì. Stile vittoriano, stucchi e palchetti, è l’ideale per un concertino stile biglietto da visita: buonasera, sono la nuova Christina Aguilera. Il ciddì Back to basics, che gronda jazz di grana grossa, caldo ma di quel caldo sintetico e artificiale, uscirà poco prima di Ferragosto e forse, per essere ascoltato meglio, avrebbe bisogno di farsi avvolgere dalle nebbie e dal freddo invernale. Comunque, per togliere ogni dubbio, quando lei sale in scena fasciata in un microscopico body nero e dorato, la temperatura è equatoriale e già alle prime note i nove musicisti, le due coriste e i cinque ballerini sono già lucidi di caldo e fatica. Comunque basta Ain’t no other man per capire che la nuova Aguilera farà il botto (di nuovo) negli States e conserverà senza troppi sforzi la sua fama anche qui da noi, dove il suo personaggio è drammaticamente più forte del suo ruolo di artista. Ed è inspiegabile, perché nelle sette canzoni di questo mini showcase la ragazzetta di Staten Island ha dimostrato di avere voce, e che voce, anche quando (con un abitino da marinaretta) affronta brani come Candy man che hanno i toni difficili dello standard jazz. Se si applicasse, direbbero i maestri, farebbe strada. E invece, quando il repertorio si impegola in ritornelli come quello di Beautiful oppure di Lady Marmelade, rimane solo l’atmosfera da cabaret, che va benissimo per un cocktail ma niente più. Volesse davvero brindare a champagne millesimato, più che i vestiti sul palco dovrebbe cambiar scaletta. Un po’ di coraggio, su.