In trionfo gli "eroi" di Parigi: festa per 200mila

Majorettes, coriandoli, striscioni e palloncini: è la prima parata di "ringraziamento" verso il 2015, 70 consoli e 50 delegazioni straniere. Manca solo Smirne

Alla fine, c’è pure chi urla: «Letizia santa subito». Ha strameritato la corona di reginetta della festa per il trionfo Expo, e sono tutti per lei gli applausi delle 200mila persone che hanno invaso ieri pomeriggio corso Buenos Aires per festeggiare. È stata la prima Victory Parade della storia milanese, un «giorno del ringraziamento» che diventerà appuntamento fisso dei prossimi 7 anni. Quando il Comitato «Grazie Milano Expo 2015» (coordinato da Giorgio Montingelli e Roberto Pesenti) l’aveva lanciata circa un mese fa, dicendo «comunque vada, festeggeremo», i più scaramantici facevano le corna. Bene invece che ci abbiano creduto subito, e hanno organizzato una grande fiera del gusto, con il corso chiuso al traffico, 200 bancarelle agroalimentari - le arance della Sicilia, accanto al kebab e al cioccolato piemontese -, 5 palchi su cui dalle 10 alle 19 si sono alternati artisti e musicisti da tutto il mondo in costumi tipici.
Clou del «thanksgiving day», la parata dei vincitori a bordo di un bus rosso scoperto, come era successo l’anno scorso coi campioni dell’Inter e del Milan. Il «carro» è partito alle 15 da piazza Oberdan, preceduto da ali di majorettes e dalla fanfara dei carabinieri, e seguito dallo striscione «Grazie Milano Expo 2015» - portato dagli assessori comunali e dal capogruppo del Pd Marilena Adamo, in quel perfetto stile bipartisan che ha caratterizzato la sfida di Milano contro Smirne - e da una folla colorata (presenti oltre 50 comunità etniche). Sul bus con la Moratti il governatore Roberto Formigoni, il presidente dei commercianti Carlo Sangalli e di Fondazione Fiera Luigi Roth, il ministro alle Pari opportunità Barbara Pollastrini, il vicesindaco Riccardo De Corato, gli assessori Mariolina Moioli e Andrea Mascaretti, il segretario del comitato di pianificazione dell’Expo Paolo Glisenti, i ragazzi della scuola media Santa Maria Ausiliatrice che hanno vinto il concorso per la realizzazione del miglior logo per l’Expo, una parte degli oltre 70 consoli stranieri a Milano che hanno partecipato all’evento.
Il presidente della Provincia Filippo Penati ha preferito andare a piedi, alla testa del corteo. Assente invece sia una rappresentanza della città di Smirne che il console turco a Milano: «Li avevamo invitati - assicura la Moratti - mi dispiace che non siano venuti. Ma vogliamo andare noi a Smirne, e se vorranno potremo coinvolgere il loro progetto nel nostro. Vogliamo che sia davvero un Expo per tutti». Tutti per lei sono invece gli striscioni, i «grazie». Il sindaco saluta dall’alto, manda baci ai milanesi. «Esplodono» coriandoli e stelle filanti dai piani alti dei palazzi. C’è chi le passa un sacchetto con un salame casereccio, chi le ha preparato una torta di cioccolato fondente con la scritta Expo 2015 e gliela regala. La Moratti scende una prima volta dal pullman lungo il corso per tagliare una torta tricolore lunga oltre due metri, su cui è scritto «Grazie Letizia» accanto al simbolo dell’Expo. La gente la circonda, le stringe la mano, scatta foto con i cellulari, arrivano applausi anche dai balconi. «Non mi aspettavo tanta gente», ammette. Al suo passaggio la comunità latinoamericana la festeggia con balli sul palco, e dal microfono ringraziano lei e Formigoni perché «è una grande manifestazione di integrazione».
In piazza Lima «piovono» ancora palloncini, coriandoli tricolori, e la seconda tappa a piedi di sindaco e governatore è allo stand della Compagnia italiana dei sapori, dove ricevono in regalo un libro e pure un mazzo di carciofi. Al Pdl point alle Corti di Baires è esposto un enorme striscione, «Expo 2015, grazie Letizia». Il bus raggiunge piazza Argentina, salgono anche delle bimbe russe in costumi tipici, e i rappresentanti delle istituzioni che hanno lavorato per il successo ringraziano i milanesi. «La Milano del futuro è quella che c’è qui oggi, multietnica, ospitale, dalle mille culture» fa presente Montingelli. La Moratti si gode la festa, batte le mani e balla. Sul finale ringrazia «Milano e tutti coloro che la vivono come la propria casa, la propria famiglia. Milano merita di brillare nel mondo». Solo due mini-proteste: i cartelli anti-sfratti degli abitanti delle Corti di Baires e lo striscione «Expo-sti all’amianto» degli inquilini di via Feltrinelli 17. Ma è quasi impossibile rovinare la feste.