Trionfo per Kenia e Russia tra Elvis e podisti-gambero

XIV maratona dominata da Yego e dalla Bogomolova Impresa per Whitehead: l’inglese con le protesi migliora il suo record

Quasi ottantamila persone in marcia nel centro della città, tra atleti vestiti da Elvis, centurioni-podisti, «gamberi» maratoneti e dj corsaioli.
Una domenica dal clima mite ha collaborato al successo della 14ª maratona di Roma e della stracittadina non competitiva «Fun Run». Undicimila gli atleti arrivati ai nastri di partenza in via dei Fori Imperiali, seguiti poco dopo il via dai 65mila che hanno scelto di correre i 4 chilometri della «fun run». Poche sorprese 42,195 chilometri dopo, al traguardo: a dominare la maratona sono stati i keniani tra gli uomini (ha vinto in 2 ore, 9 minuti e 58 secondi Jonathan Yego) e, tra le donne, la russa Galina Bogomolova che, con un tempo di 2 ore, 22 minuti e 53 secondi ha stabilito il record femminile per le maratone corse sul suolo italiano.
Per trovare il primo degli italiani bisogna scorrere la classifica fino al diciannovesimo posto, a quasi nove minuti da Yego, occupato dal tassista romano Giorgio Calcaterra, tricolore di ultramaratona. Italiani, invece, i vincitori della «Fun run», conquistata da Davide Corsetti, 28enne podista dell’atletica Arce, e la 15enne Valeria Lori, del team Cariri.
Ma ad attirare le decine di migliaia di curiosi che hanno assistito all’evento dietro le transenne erano soprattutto i volti noti in gara e gli atleti stravaganti. Tra i primi, visti scarpinare sui sanpietrini Fabrizio Frizzi, la giornalista Federica Sciarelli e il regista Giulio Base, oltre al dj Linus, un esperto delle maratone. Tra i secondi, l’ormai immancabile Thomas Podestà, americano che come ogni edizione ha corso vestito da centurione, riuscendo a tagliare il traguardo dopo quasi sette ore. Impossibile non notare anche Michael Ian Sharman, 28enne londinese che ha partecipato vestito da Elvis Presley, con tanto di pantaloni a zampa d’elefante e capelli «a banana». Splendida la performance dell’inglese Richard Whitehead: amputato di entrambe le gambe ha percorso, grazie alle sue protesi, i 42 chilometri e 195 metri in tre ore e 39 minuti, spinto dall’incitamento del pubblico, migliorando il proprio personale di ben tredici minuti. «Solo in questa maratona - ha spiegato l’inglese di Nottingham dopo il traguardo - mi è capitato di sentir scandire il mio nome: un’emozione enorme. Dedico il mio record a Roma, ai romani e a tutti coloro che mi hanno permesso di non arrendermi». A chiudere l’evento, l’arrivo di due americane di San Francisco, la 41enne Pamela Kelly e la 50enne Merry Alter, che hanno tagliato il traguardo per ultime alle 16.49. Costretti al ritiro meno di seicento atleti, solo una decina hanno avuto bisogno di un ricovero (e sono stati dimessi poco dopo). Curiosità anche per la novità del «retro-running», una gara nella gara riservata ai 15 atleti che hanno scelto di correre la maratona all’indietro. Qui Nicola Fabbiani, che ha tagliato il traguardo dopo 4 ore, 39’ e 56”, ha migliorato il primato italiano. Primato mondiale tra le donne, invece, con la svizzera Kerstin Metzler che ha concluso con il tempo record di 4 ore, 42 minuti e 39 secondi. Il prossimo appuntamento è tra poco più di un anno: la XV edizione della Maratona di Roma è in calendario per il 22 marzo 2009.