Trionfo alla Knesset per Sarkò e la Bruni

Il presidente francese visita Israele. I giornali: "Ancora una volta la première dame oscura il marito"

Gerusalemme - Israele non è solo, ha detto Nicolas Sarkozy davanti alla Knesset, il Parlamento israeliano, ieri. «Chiunque provi a distruggere Israele troverà la Francia lungo la sua strada», ha dichiarato con riferimento all’Iran e al suo programma atomico, che ha definito «intollerabile». È arrivato domenica il presidente francese, per una visita di tre giorni in Israele e nei Territori palestinesi. Alla Knesset ha detto anche che i palestinesi hanno diritto a uno Stato, che la sua nascita renderà Israele più sicuro e che la costruzione di insediamenti in Cisgiordania deve arrestarsi. Ha spiegato che non ci sarà pace senza la fine del terrorismo palestinese.

L’ultima volta che un leader francese ha parlato al Parlamento israeliano è stato nel 1982: allora all’Eliseo c’era François Mitterrand. Dopo gli anni della «politique arabe» di Jacques Chirac, Sarkozy propone ora la sua Francia, ma anche l’Unione europea, di cui Parigi prenderà la presidenza di turno a luglio, come difensore d’Israele e come nuovo mediatore di peso sullo scacchiere mediorientale. Il presidente vuole far incontrare il prossimo 13 luglio a Parigi, al meeting mediterraneo, il premier Ehud Olmert e il rais siriano Bashar el Assad.

Pochi altri leader europei hanno ricevuto un’accoglienza così sfarzosa in Israele, scrive il quotidiano Haaretz: per Sarkozy e la moglie Carla Bruni è stato steso all’entrata della Knesset un lungo tappeto rosso. Lei, tailleur blu e borsetta in tinta, lo ha accompagnato a ogni incontro ufficiale e ieri ha visitato con lui lo Yad Vashem, memoriale dell’Olocausto. «Carla in Israele con suo marito», ha titolato il tabloid Israel Hayom, trasformando la First Lady r in presidente nello spazio di un titolo. Per il quotidiano Yedioth Ahronoth, il più grande del paese, è invece «la regina Carla».