Dopo il trionfo nei Comuni la Cdl dà l’assalto alla Provincia

Il centrodestra, forte del successo nelle recenti amministrative, pensa già a come riconquistare nel 2009 Palazzo Isimbardi. Podestà (Forza Italia): «Ormai l’Unione è incapace di ascoltare la gente»

Archiviati i festeggiamenti, la Cdl pensa al 2009. Obiettivo: Provincia di Milano. Sì, l’impegno è «riconquistare Palazzo Isimbardi». Parola di Guido Podestà, commissario provinciale di Forza Italia, preso atto che «l’effetto Penati si è esaurito» e che «l’Unione è incapace di ascoltare la gente». Quindi, continua Podestà, bisogna «mettere immediatamente sotto “tiro” i Comuni al voto tra un anno e tra due anni», consapevoli che con le amministrative del 27 e 28 maggio la Cdl ha «trionfato» e che sono «138mila gli elettori che hanno scelto la sinistra: 138mila su quasi 600mila».
Commenta Maria Stella Gelmini: «È molto più di una sconfitta del centrosinistra. Gli elettori hanno bocciato i sindaci uscenti perché il loro progetto non regge a Roma e non regge neppure a livello locale», ovvero «con la situazione delineata dal voto, se alle provinciali del 2009 perdessimo, be’ saremmo proprio degli incapaci».
Valutazione di chi, insieme al gruppo dirigente di viale Monza, vuole «onorare l’impegno preso» sapendo che «le condizioni per vincere ci sono». E mentre Podestà si lancia nel toto-presidente - «Maiolo? Nome eccellente. Colli? Potrebbe essere. Albertini? Già proposto, ha detto di aver altri obiettivi» -, dalla Regione spunta un aspirante presidente di peso per via Vivaio, quello del’europarlamentare Mario Mauro. Ipotesi di presidenza, «candidando una donna, avremmo una chance in più», solo apparentemente premature, chiosa Podestà, «poi, comunque, deciderà Silvio Berlusconi».
Ma dietro l’angolo, intanto, ci sono i ballottaggi a San Donato Milanese, Garbagnate, Abbiategrasso e Cernusco sul Naviglio: quattro Comuni che, cartina alla mano, spiega Podestà, si «trovano collocati, rispettivamente, il primo a sud, il secondo a nord, il terzo a ovest e l’ultimo, Cernusco, a est». Dislocazione che, quindi, impegna dirigenti, parlamentari e simpatizzanti «a lavorare affinché i nostri candidati sindaci abbiano il supporto delle rispettive aree».
Invito seguito da un appello agli elettori del centrodestra, un ultimo sforzo per far vincere la coalizione e ridare un nuovo avviso di sfratto a Prodi e ai suoi pasdaran. Appuntamento al ballottaggio del 10 e 11 giugno «per una nuova ondata di indignazione», annota l’onorevole Mariella Bocciardo: «Appello al voto per Forza Italia che ha ottenuto un risultato politico nei Comuni della provincia pari a quello nazionale, schierando ottimi candidati sindaci».
Candidati come Mario Dompè (San Donato Milanese), Leonardo Marone (Garbagnate), Roberto Albetti (Abbiategrasso) e, infine, Daniele Cassamagnaghi (Cernusco sul Naviglio). Candidati che continuano a lavorare sul territorio e, nel caso di Dompè, a segnalare l’accordo raggiunto con la Lega per il ballottaggio. «Ah, se avessimo avuto prima l’appoggio, fossimo stati uniti, avremmo avuto qualche chance in più e, magari, evitavamo il ballottaggio». Troppi «se» che, forse, adesso non contano più: quel che conta è vincere e mandare a casa la sinistra.