Trionfo Tea Party nell’Iowa: la nuova stella è la Bachmann

New YorkÈ nata una nuova stella nel firmamento del partito repubblicano. Michele Bachmann, la leader dura e pura del Tea Party, ha vinto alla grande l’attesissimo straw poll dell’Iowa, elezioni simulate o se volete anche «false» oppure «pilotate», a cui hanno partecipato oltre 17mila elettori pagando almeno 30 dollari. La Bachmann, sconosciuta deputata del Minnesota fino a pochi mesi fa, ha ottenuto il 28,5% dei consensi, ben al di là di ogni previsione. Con questa vittoria, Michele la terribile - occhi verdi, sempre elegantissima, telegenica, con una parlantina sciolta che trafigge Obama ogni 5 minuti - è la vera novità di questa campagna elettorale. Aver trionfato allo straw poll significa che è una candidata seria che avrà vita lunga alle primarie, per aspirare forse a un incarico di prestigio in una ipotetica nuova amministrazione repubblicana, se Obama sarà sconfitto nel 2012. Ed è probabile che questo accada, almeno stando agli ultimi sondaggi Gallup che registrano un calo della popolarità di Obama al 39 per cento, il minimo storico.
Il volto e le parole della Bachmann, 5 figli e una ventina adottati a distanza, da giorni sono una presenza continua su ogni network e hanno oscurato l’altra regina repubblicana, Sarah Palin, come la vera paladina della middle class antitasse, anti-Obama, che ce l’ha a morte con i democratici spendaccioni di Washington che hanno portato gli Stati Uniti vicinissimo al baratro del default.
A rovinare la festa alla Bachmann ci ha pensato Rick Perry, governatore del Texas (l'unico Stato in pieno boom economico negli Usa), il quale ha annunciato la sua candidatura alle primary repubblicane, mentre si tenevano le elezioni simulate in Iowa. L'annuncio del governatore Perry nel Sud Carolina (terza tappa delle primarie dopo l'Iowa e New Hampshire) ha mandato su tutte le furie l'establishment repubblicano, perché ha rubato l'attenzione mediatica e televisiva mentre gli «iowani» erano in fila per le elezioni simulate (700 i giornalisti accreditati a questo evento). Ma il fine giustifica i mezzi: Perry negli exit poll nazionali è subito balzato al secondo posto a soli due punti di distanza dal front-runner Mitt Romney. Di più: ha annunciato la sua candidatura 4 ore prima che si chiudessero le elezioni simulate dell’Iowa e benché non fosse in lista, ha ottenuto oltre 700 voti (circa il 4%) da elettori-cavia che hanno aggiunto il suo nome a penna o a matita. Questo anche se il governatore del Texas non ha mai fatto campagna elettorale nell’Iowa, non ha mai messo piede in questo Stato, non ha speso un dollaro per spot televisivi e non ha donato a nessuno dei suoi elettori i 30 dollari necessari per esprimere il voto simulato.
È strano e pazzo questo straw poll, sono i candidati repubblicani (i democratici non usano questo sistema di voto) a pagare di solito i 30 dollari per portare alle urne gli elettori dell’Iowa, offrendo anche un passaggio in autobus oltre a un buon pasto a base di hamburger, hot dog, patate fritte e pasta a volontà. E anche se è una votazione simulata, lo straw poll ha un valore statistico e demoscopico quasi scientifico e un significato politico che può bocciare o promuovere i vari candidati, ben 5 mesi prima dello svolgimento delle vere primarie in Iowa. Così i vincitori sono la Bachmann e il governatore Perry, mentre gli sconfitti sono diversi: la prima vittima è l'ex governatore del Minnesota, Tim Pawlenty, arrivato terzo con il 16%: non riesce a sfondare, la sua campagna elettorale è in rosso e ha già annunciato il suo ritiro. Male sono andati anche l'ex governatore dello Utah, Jon Huntsman, l’ex senatore Rick Santorum e l’ex speaker del Congresso, Newt Gingrich , i quali hanno raccattato pochissimo nelle elezioni simulate, negli exit poll nazionali hanno cifre da prefisso telefonico. Quindi la corsa alla nomination repubblicana sarà un gioco tra Mitt Romney (non ha sborsato soldi per lo straw poll) e Rick Perry, con la Bachmann a fare da terzo incomodo.