Tripoli all’Italia: restituite alla Libia gli «asset» di Gheddafi

Tunisi «La Libia chiederà all’Italia i fondi (riconducibili all’ex leader Muammar Gheddafi, ndr) che sono stati sequestrati, perchè appartengono al suo popolo». Lo ha detto a Tunisi il ministro degli Esteri libico, Ashour Bin Khayal. A marzo le autorità italiane hanno posto sotto sequestro un ingente patrimonio attribuibile al defunto Gheddafi, per un valore complessivo di oltre 1,3 miliardi di euro. A metà maggio sono stati inoltre sequestrati a Pantelleria un complesso alberghiero e alcuni terreni riconducibili alla famiglia dell’ex raìs, per circa 20 milioni di euro complessivi.
Bin Khayal ha sottolineato che «con Roma c’è una cooperazione fruttuosa e indispensabile in tanti settori. È il nostro primo partner e, oltre ai nostri rapporti storici, ci sono tanti elementi che fanno dell’Italia un partner fondamentale per la Libia». E ha ricordato «la cooperazione a livello di sicurezza, soprattutto per il controllo dell’immigrazione clandestina».
Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 01/06/2012 - 13:01

Le guerre si perdono sempre. Anche quando si vincono.

albertohis

Ven, 01/06/2012 - 16:08

#1 Gianfranco Robert Porelli: abbiamo vinto nostro malgrado e con un costo enorme in termini di caduta di immagine. Abbiamo calpestato un solenne patto di amicizia (pare la II Guerra Mondiale) suggellato a colpi di bunga-bunga tra il Satiro e il Rais e ceduto buona parte dei contratti a chi è più pirata di noi. Ora non resta che accontentarci di quello che ci lasciano e dobbiamo pure ridare gli asset che facevano comodo a banche e aziende italiane. Non abbiamo più un solo interlocutore da adulare e foraggiare ma una pletora, con il rischio che cambino a ogni mutar di vento.

mila

Sab, 02/06/2012 - 02:40

#Alberthois -Naturalmente la guerra contro la Libia e' stata ingiusta e dannosa, ma non credo che avessimo molta scelta; non so se l'Italia puo' opporsi alla volonta' dell'America e dei suoi alleati europei. Trovo pero' sbagliato il paragone con la II Guerra Mondiale; abbiamo fatto bene ad abbandonare la Germania nazista, magari dovevamo farlo prima.