Tripoli, la polizia circonda l'ambasciata di Berna L'imprenditore svizzero condannato si consegna

Il palazzo dell'ambasciata di Berna è stato circondato da un cordone di polizia. Dopo ore di tensione l'imprenditore Max Goeldi, in Libia dall'agosto del 2008, e condannato a 4 mesi per violazione della legge sui visti, si è consegnato alla polizia

Tripoli - Ambasciata svizzera circondata dalla polizia. Da ieri intorno alla sede diplomatica di Berna in Libia è stato dispiegato un cordone di polizia ed è impossibile avvicinarsi alla palazzina che si trova in centro città, nel quartiere Ben Ascur. Max Goeldi, il cittadino svizzero trattenuto in Libia dall’estate 2008 e al centro dell’ultimatum lanciato da Tripli a Berna, si è consegnato alla polizia, come richiesto dalla Libia.

Il ricercato Goeldi sarà trasferito nella prigione di Ayn Zara, alla periferia di Tripoli dove potrà ricevere visite e avere la possibilità di servirsi di un traduttore. Per quanto riguarda invece Rachid Hamdani - l’altro cittadino svizzero trattenuto da un anno e mezzo in Libia - è uscito dall’ambasciata e si è consegnato alla polizia libica. Oggi potrà lasciare il Paese. L’avvocato lo accompagnerà agli uffici dell’immigrazione per avere il visto sul passaporto e poi "andrà in Tunisia". Hamdani ha infatti la doppia cittadinanza, quella svizzera e quella tunisina. 

La telefonata di Berlusconi Silvio Berlusconi "ha fatto sforzi persistenti con il colonnello nel tentativo di contenere la crisi" dei visti. Lo riporta il quotidiano on line Oea - vicino al figlio di Gheddafi, Seif Al Islam - riferendo del colloquio telefonico di ieri sera tra il premier italiano e il leader libico, Muhammar Gheddafi.