Tripoli, rinviato il verdetto sulle 5 infermiere bulgare

Sofia. La Corte suprema della Libia ha rinviato ieri al prossimo 31 gennaio la decisione sulla ricevibilità dell'appello delle cinque infermiere bulgare e di un medico palestinese dell’ospedale di Bengasi condannati a morte nel maggio 2004 con l’accusa di aver inoculato il virus dell'Aids a 426 bambini libici, una cinquantina dei quali sono morti. Il presidente della Corte, Ali al Alouss, ha detto che il rinvio punta a «dare altro tempo alla difesa». Poco prima dell’annuncio, centinaia di libici, parenti o amici delle piccole vittime, avevano manifestato davanti al tribunale per chiedere l'esecuzione dei condannati. All’udienza di ieri erano presenti gli ambasciatori di Bulgaria, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, Paesi che ritengono gli imputati innocenti e per i quali hanno chiesto più volte la scarcerazione. Il rinvio è avvenuto dopo una visita a Tripoli del presidente bulgaro Georgi Parvanov, che ha incontrato il leader libico Muammar Gheddafi.