Tris di film a Venezia Poi vedremo Scorsese Muccino e Tornatore

da Roma

Trittico veneziano per Medusa, che ritocca lo storico marchio e consolida il primato. «Abbiamo spedito la Medusa dal parrucchiere, per sfoltire qualche ricciolo e inserire la scritta Mediaset Group», sorride l’amministratore delegato Giampaolo Letta, presentando il listino 2008-2009. Circa trenta i titoli annunciati, con l’ambizione di migliorare il già ragguardevole risultato del 2007: 110 milioni di euro al box-office per una quota di mercato pari al 17,3 per cento, percentuale all’interno della quale i film italiani si ritagliano il 39 per cento. I primi mesi dell’anno in corso confermano il dato positivo.
I tre titoli prenotati dalla Mostra veneziana: sono Il papà di Giovanna di Pupi Avati, Burn after reading di Joel ed Ethan Coen e The burning plain di Guillermo Arriaga. Tris mica male. Il regista bolognese immerge il doloroso rapporto tra il padre Silvio Orlando e la figlia Alba Rohrwacher nell’Italia rugginosa di fine anni Trenta; i due fratelli americani firmano la sulfurea commedia nera sulla Cia con Brad Pitt e George Clooney che inaugurerà il Lido; lo sceneggiatore di Babel, al suo esordio da regista, costruisce su Kim Basinger e Charlize Theron un’aspra storia madre-figlia. «Il nostro motto è sempre lo stesso: coniugare qualità e pubblico», spiega Letta, annunciando che Medusa continuerà ad investire sul prodotto italiano circa 60 milioni di euro all’anno, più 15-20 legati alla promozione. Naturalmente il ventilato reintegro del tax-credit, dopo il no di Tremonti, gioverebbe: «Da alcune simulazioni abbiamo visto che gli incentivi fiscali ci permetterebbero di produrre due film italiani in più all’anno».
Credito di imposta o meno, Medusa si propone come una major all’americana volta a integrare produzione, distribuzione, esercizio e sfruttamento delle nuove piattaforme tv. Cinema popolare, dunque, ma senza dimenticare lo sguardo d’autore. Difatti Andrea Molaioli (La ragazza del lago) e Saverio Costanzo (In memoria di me) stanno già lavorando a nuovi progetti, al pari di Paolo Virzì, reduce dal successo di Tutta la vita davanti. Tre cineasti che Medusa si tiene ben stretti.
Poi, certo, la sfida dei grandi numeri impone film di forte appeal commerciale. Ecco allora No problem! di Vincenzo Salemme con l’inedita coppia Panariello-Rubini, La fidanzata di papà con Boldi capocomico deciso a bissare il trionfo novembrino di Matrimonio alle Bahamas, Il cosmo sul comò con Aldo, Giovanni e Giacomo e episodi per Natale (nel 2009 toccherà a Pieraccioni). E poi largo al nuovo Ficarra & Picone, mentre Volfango De Biasi rifà Otello in chiave moderna con Laura Chiatti e Nicolas Vaporidis, ambientando la vicenda nella veneziana facoltà di Architettura, e Federico Moccia torna sul terreno preferito con Amore 14. Ad agosto primo ciak per Questo piccolo grande amore, dal concept-album di Claudio Baglioni, e non sarà solo un film.
Sul fronte «meno da ridere» Michele Placido gira l’autobiografico Il grande sogno, con Scamarcio celerino sessantottino che molla la divisa per il teatro, Pappi Corsicato è al lavoro sul corale Il seme della discordia, Roberto Faenza è a Praga per Il caso dell’infedele Klara, Maria Sole Tognazzi ha quasi pronto L’uomo che ama con Pierfrancesco Favino e Monica Bellucci stretti in una bollente scena erotica sotto la doccia. Bisognerà attendere febbraio per il kolossal Baarìa di Peppuccio Tornatore, fitto di partecipazioni illustri, «una storia appassionata in bilico tra grandi amori e rovinose utopie». Il 2009 segnerà, invece, il ritorno in Italia, dopo i due film con Will Smith per la Columbia, di Gabriele Muccino. «Un progetto internazionale, ci puntiamo molto», commenta Letta. Che non nasconde un problema: «È sempre più difficile acquisire prodotto pregiato americano, le major se lo tengono stretto». Tuttavia il listino Medusa sfodera, su quel versante, un quartetto di sicuro impatto: il poliziesco Shutter Island di Scorsese con Leonardo DiCaprio, il thriller post-Irak Green Zone di Paul Greengrass con Matt Damon, il bellico Defiance di Edward Zuick con Daniel Craig, il malizioso Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen con Scarlett Johansson e Penélope Cruz. Ce n’è per tutti i gusti. E chissà che il francese Bienvenu chéz les Ch’tis, caso senza precedenti in patria con 140 milioni di euro al box-office, non diventi anche da noi un caso commerciale: del resto, sull’eterno scontro nord-sud tutto il mondo è paese.