Tris, quartè e quintè l’ippica fa bene i conti

Ermanno Mori

A proposito di movimento scommesse e relativi introiti dell’Unire, c’è un’attendibile proiezione del movimento e degli introiti, calibrata sui primi due mesi del 2006, da parte della Sisal che è interessante far conoscere. La raccolta settimanale degli ultimi tre mesi dell’anno scorso si aggirava mediamene attorno agli 11 milioni di raccolta, con un trend in crescita partito dai dieci milioni settimanali di ottobre, per finire agli oltre 12 milioni di dicembre.
Nei primi due mesi del 2006, con l’avvento delle nuove tipologie di gioco - seconda Tris, quartè e quintè, sia pure in forma quasi sperimentale e nonostante tutti i problemi relativi alla diffusione in rete - la media si è portata ad oltre 16 milioni settimanali. Un risultato più che apprezzabile e che fa ben sperare per il futuro del settore.
Per dare un’idea concreta dei risultati di cui sopra, se il trend, anche non aumentando, si mantenesse stabile, porterebbe alle casse dell’Unire, al posto dei 121 milioni del 2005, oltre 165 milioni, una differenza in più di oltre 43 milioni a disposizione dell’Ente per le esigenze istituzionali. A questa valutazione, dovremmo poi aggiungere l’apporto derivante dal movimento in più raccolto dalla tradizionale rete delle Agenzie Ippiche ed anche, in misura al momento non molto significativa, quello derivante dall’apporto della rete di Lottomatica.
Questi dati sufficientemente attendibili (e non previsioni campate sull’aria) ci fanno ben sperare, ma non illudiamoci che il tutto cada dal cielo come dono divino, siamo in un mercato aperto alla concorrenza di altri giochi, molto competitivo, e dobbiamo fare uno sforzo per dare un prodotto credibile ed appetibile, non è con i comportamenti aprioristicamente critici e negativi che il sistema si potrà sviluppare.
L’Associazione allevatori del trotto ha contribuito grandemente alla positività dei dati economici affiancando le attività istituzionali dell’Unire, così come ha fatto compatto tutto il settore galoppo. Purtroppo, a nostro parere, non si può dire lo stesso di alcuni elementi del settore trotto, come l’Unione nazionale allenatori guidatori trotto.
C’è stata anche un’inondazione quasi quotidiana di articoli dal sito internet dell’Unagit, che da due anni illustra i propri punti di vista diretti, forse, alla disgregazione delle forze. Invece la forza e la caratteristica dell’Associazione allevatori trotto è stata sempre l’unione.
Non vorremmo che l’attuale clima politico pre-elettorale, molto agitato, costituisse un cattivo esempio per i pacifici ed arguti allevatori di trotto italiani. Gli allevatori hanno una loro rivista, il «Trottatore», che illustra mensilmente la gran quantità di lavoro positivo svolta dagli allevatori stessi. Su tale rivista, nel numero di febbraio, sono stati riportati in dettaglio i programmi elettorali dei due concorrenti alla presidenza: Tino Cazzaniga e Roberto Brischetto. Gli allevatori potranno quindi fare le loro pacifiche ed intelligenti osservazioni.