Il triste compleanno del governo Lo bocciano sei italiani su dieci

Crolla la fiducia nell’esecutivo cui a luglio guardava con speranza il 63% degli intervistati (<a href="/a.pic1?ID=178606"><strong><font color="#ff6600">guarda i dati del sondaggio</font></strong></a>). In rosso il bilancio di Palazzo Chigi: in dodici mesi ha prodotto un terzo rispetto al precedente esecutivo

Milano - Sondaggi negativi per il governo che compie un anno di vita. Se la fiducia in Romano Prodi cresce leggermente, quella nell’esecutivo continua a diminuire (guarda i dati del sondaggio). Tanto che adesso sei italiani su dieci guardano con sospetto verso la squadra che regge le sorti del Paese mentre più della metà dei nostri concittadini diffida del premier. E così la risalita dei primi mesi dell’anno sembra fermarsi.
Questi in estrema sintesi i risultati del sondaggio effettuato martedì scorso dalla società Ipr Marketing per il sito di Repubblica. Si tratta dall’ormai tradizionale monitoraggio che da luglio «misura» una volta al mese l’atteggiamento dell’opinione pubblica verso il governo. E che nel primo compleanno dell’esecutivo, nel bel mezzo della prima tornata elettorale dopo il voto politico del 2006, fa balenare segnali poco incoraggianti per il centrosinistra.
Premier e governo. La fiducia in Prodi resta minoritaria anche se cresce di due punti (dal 42 al 44%) rispetto ad aprile e quella nel suo governo diminuisce di due punti (dal 42 al 40%), dopo che ad aprile rispetto a marzo era già calata di due punti. Nel luglio dell’anno scorso, in occasione del primo sondaggio sull’esecutivo, l’atteggiamento positivo verso il Professore era condiviso dal 58% degli intervistati, che per il 63% si dichiaravano ottimisti nei confronti della sua squadra nel suo complesso. Insomma, quasi l’opposto della situazione attuale.
Ministri. Fra i componenti dell’esecutivo Massimo D’Alema si conferma in testa ma per la prima volta è sotto il 60%, Giuliano Amato e Giovanna Melandri restano rispettivamente al secondo e al terzo posto conservando le stesse percentuali di estimatori che li avevano gratificati in aprile (58 e 55) mentre arretrano Emma Bonino e Pierluigi Bersani, che nell’ultimo mese perdono rispettivamente due e quattro punti percentuali. Il ds ministro delle Attività produttive, artefice della seconda «lenzuolata» di liberalizzazioni e in pole position per la guida del Partito democratico, era terzo da solo e ora si ritrova quinto a pari merito con Antonio Di Pietro.
Nella parte centrale della classifica, quella intorno al 50% di fiducia, spicca il calo parallelo di Rosy Bindi e Barbara Pollastrini, ministri che l’opinione pubblica accomuna associandole alla proposta di legge sui Dico. Le due future esponenti del Pd perdono tre punti di fiducia e arretrano dal 50 al 47%. E risalta anche la caduta di Vannino Chiti, alla cui immagine non devono aver fatto bene gli scarsi risultati ottenuti finora sul fronte della riforma elettorale.
In fondo alla graduatoria il superministro economico Tommaso Padoa-Schioppa, che all’insediamento del governo poteva contare sul «pregiudizio positivo» di sette intervistati su dieci ed era di gran lunga il primo della classe, recupera due punti e passa dal 30 al 32% di fiducia. Per il responsabile della politica economica italiana si tratta del primo incremento da quando è al governo. Il fanalino di coda è ancora Alessandro Bianchi, responsabile dei Trasporti e unico ministro il cui gradimento è al di sotto del 30%. Il «tecnico» calabro-romano vicino al Pdci perde un altro punto e passa dal 26 al 25%.
Partiti. Nella classifica sulla fiducia ai partiti si registra la conferma al primo posto per i Ds (48%), mentre in seconda posizione c’è il sorpasso di An (che cresce dell’1%) su Forza Italia, in lieve calo al 40% e sulla Margherita, a quota 38%. Nella seconda rilevazione di questa classifica riguardante la fiducia del nascente Partito democratico, il Pd raccoglie il 30% (+3%), mentre i verdi fanno registrare un incremento di quattro punti e raggiungono il 30%.