La tristezza del cardinal Bagnasco: «Nulla ci faceva presagire...»

(...) della Msc, dove avrebbe fatto il croupier. Le accuse nei suoi confronti sono di induzione alla prostituzione minorile continuata e favoreggiamento. Sono due, secondo quanto si apprende, i ragazzini vittime di Alfano: un minore, in particolare, sarebbe stato indotto a prostituirsi più volte, mentre per il secondo l’ex religioso è accusato di favoreggiamento alla prostituzione. E non era solo la canonica della chiesa Santo Spirito, in via Calda a Sestri Ponente, il luogo dove don Riccardo Seppia, il parroco arrestato venerdì scorso con l’accusa di abuso sessuale su minore e cessione di stupefacenti, incontrava le sue vittime. Il prete, secondo l’accusa degli investigatori, vedeva i ragazzini anche in appartamenti a Milano, case «prestate» da complici che consegnavano le chiavi degli appartamenti, lasciando via libera al parroco. E intanto è emerso che i due minorenni hanno ammesso di avere avuto rapporti sessuali con don Seppia «in cambio di cocaina e di soldi» in appartamenti di conoscenti del sacerdote e dell’ex seminarista a Genova. L’ammissione è contenuta nel fascicolo trasmesso dalla procura milanese al pm Stefano Puppo. Oggi sarà sentita proprio un ragazzo di 17 anni di origini slave.
Genova è sotto choc, e la Chiesa genovese affronta con coraggio la verità, la presenza di un dolore che fa male perché «inatteso». Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha parlato ieri durante la Messa per la giornata di santificazione sacerdotale celebrata al Santuario della Guardia. Bagnasco ricorda la vicenda del parroco in carcere perché accusato di aver molestato un minore e di aver ceduto cocaina senza mai nominarlo: lo chiama «nostro confratello» ma non ne pronunzia il nome. Bagnasco parla di «dolore per ogni forma di peccato e di male» che «se risulterà realmente commesso da un nostro confratello sfigura la bellezza dell’anima, scandalizza, ferisce il volto della Chiesa». Un dolore sconvolgente, ha detto il cardinale, perché «improvviso e inatteso» ma soprattutto «perché nulla lo faceva presagire ai nostri occhi». Davanti a quei 170 sacerdoti con gli occhi spalancati e pieni di domande che affollano il grande santuario genovese, Bagnasco non può far altro che tornare al Vangelo. E ripetersi, forse con intima disperazione, che «nulla faceva presagire».