Il tritacalcoli che opera senza dolore

«Mi aveva chiamato più volte da Lecco, mi era sembrata tranquilla, ma in quelle telefonate non mi aveva mai detto se avesse incontrato Francesco, non voleva che sua madre sapesse di quel viaggio»; è il racconto di Enrico Reggio, il settantenne che nel quartiere di Sturla, ospitava Cristiana Consagra, la donna di 43 anni trovata morta su una sponda del lago di Como, a Lecco, il 7 febbraio scorso. Il cadavere, privo di un’identità fino a lunedì, ma con alcune ferite su cui sono in corso accertamenti, è stato riconosciuto grazie alle immagini della trasmissione televisiva «Chi l'ha visto». «Sono veramente dispiaciuto per quanto le è accaduto, una fine così proprio non me l'aspettavo. Era partita la mattina del 4 febbraio in treno per andare a trovare Francesco, di cui era innamorata - spiega l'uomo -. I primi giorni mi aveva telefonato anche due volte al giorno, e quando aveva smesso di dare sue notizie avevo cercato più volte di contattarla sul cellulare, ma il telefono risultava sempre staccato. Lei non voleva che la madre sapesse di quel suo viaggio, mi aveva fatto promettere di dire che durante il giorno andava a trovare il padre e che la sera non poteva andare a rispondere al telefono perché si sentiva male. I genitori di Cristiana sono separati ed il fratello, che ha 35 anni, vive con la madre».
Il racconto prosegue con altri particolari sconcertanti: «L’avevo conosciuta al centro diurno della zona di Quarto l'estate scorsa - dice ancora Reggio - dove entrambi andavamo a mangiare. Lei era in cura per una passata depressione, credo, ma la terapia funzionava bene, era tranquilla. L'ho fatta venire a vivere con me perché aveva problemi di convivenza con sua madre. Non era la mia badante, eravamo amici. Era stata sposata e fino ad alcuni anni fa aveva vissuto col marito all'Isola d'Elba. Poi si erano separati. I tre figli, due maschi e una femmina, sono rimasti col padre, ma anche di recente erano venuti a trovarla. Lei gli scriveva e li sentiva per telefono. Con me non parlava molto di Francesco - aggiunge Reggio -. Da quello che ho capito lo aveva conosciuto a Camogli, lui doveva essere un ligure trasferitosi poi a Lecco. Sapevo che ne era innamorata. Gli scriveva tutti i giorni delle lunghe lettere. Lo cercava al telefono, ma lui si dimostrava freddo nei suoi confronti. All'inizio ci deve essere stata una relazione tra i due, ma con precisione non saprei dire. Per non farmi sapere delle chiamate negli ultimi tempi andava a telefonargli dalla casa di una mia vicina». A formalizzare la denuncia di scomparsa il 17 febbraio scorso alla stazione dei carabinieri di Quarto erano stati la madre e il fratello. Lunedì sera, dopo aver visto le foto in televisione del corpo di Cristiana privo di vita, era stata la stessa madre della vittima a telefonare a Reggio per avvertirlo. L'ultimo riserbo dei carabinieri sull'identità della vittima è stato sciolto ieri, dopo il riconoscimento dei familiari di quel corpo affiorato dal lago.