Un «triumvirato» per il centrosinistra

È stato necessario un vertice di maggioranza per provare a risolvere i problemi all’interno del centrosinistra. L’incontro è avvenuto ieri sera: un’ora e mezza di colloquio per capire cosa non va, per ascoltare i gruppi della sinistra radicale, che sempre più spesso chiedono spazio e dimostrano una divergenza di opinioni rispetto all’Ulivo su molti temi, a cominciare dall’Urbanistica. Ma quello che vogliono quei partiti è anche un maggior collegamento fra giunta (dove alcuni di loro non sono rappresentati) e consiglio comunale.
Per ovviare a questa mancanza una delle soluzioni prospettate durante la riunione è stata quella di nominare un coordinatore di maggioranza. Ma, vista la divergenza di opinioni, si potrebbe anche arrivare ad avere un triumvirato, ossia un gruppo formato da alcuni esponenti del centrosinistra, che faccia da tramite fra consiglio comunale e giunta. Al di là di questo, però, Pino Battaglia, capogruppo dell’Ulivo, sottolinea la necessità di «continuare a essere il modello Roma per la città», garantendo la presenza in aula di 31 consiglieri (tanti ne servono per poter aprire le sedute). È soddisfatta dell’incontro Adriana Spera, capogruppo del Prc, la quale puntualizza che «il sindaco ha riconosciuto che negli ultimi consigli si è discusso troppo di Urbanistica e che ora è venuto il momento di affrontare anche i temi sociali». Una tregua sembra essere raggiunta, quindi, ma Gianfranco Zambelli (Udeur) si chiede se quella tregua durerà 48 ore, visto che «la maggioranza deve comunque votare le delibere anche se non tutti sono d’accordo». «Il sindaco - continua Zambelli - ha lanciato un appello in tal senso. Se non viene recepito ognuno per sé e Dio per tutti». Tradotto, l’Udeur potrebbe anche uscire dalla maggioranza se le cose continueranno come sono andate fino ad ora. Chi, invece, dà il suo appoggio al centrosinistra è Fernando Bonessio (Verdi), anche se, puntualizza, bisogna capire quali sono «le priorità da affrontare». Per Fabio Nobile in consiglio la maggioranza deve comunque «bastare a se stessa» e garantire in aula il rispetto degli impegni presi con gli elettori. Troppe volte negli ultimi tempi in aula è mancato il numero di consiglieri sufficienti per aprire la seduta o votare una delibera.