Un triumvirato di saggi contro la crisi dell’ippica

È ufficiosamente confermato l’incontro avvenuto l’altra settimana con il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia ed i rappresentanti degli allevatori di trotto e dei guidatori-allenatori. Il ministro si sta muovendo a 360 gradi e questo mi pare di ottimo auspicio. Oggi vi sarà a Milano il primo incontro, patrocinato dai tre “saggi” dell’ippica, il marchese Niccolò Incisa della Rocchetta (titolare della Dormello Olgiata del mitico Ribot), il presidente degli allevatori di trotto Sandro Viani (creatore di Varenne) ed il giornalista Vittorio Feltri, il quale aveva dato la sua disponibilità ad appoggiare un tentativo di rilancio dell’ippica, aderendo all’iniziativa “inventata” dal quotidiano ippico Trotto-Sportsman (non più in edicola, purtroppo), che aveva lanciato i nomi dei tre personaggi quali punti di forza e di aggregazione per un comitato di interesse generale per il salvataggio del settore.
Immagino che a questa riunione i promotori si faranno carico di coinvolgere altre personalità del settore e che assieme siano in grado di iniziare a proporre una strategia di salvataggio e rinnovamento del mondo dell’ippica. Sperando che una volta tanto, non vi siano voci contrastanti per principio o per interessi particolari, ad un generoso tentativo che, al di là dei risultati che potrà conseguire, sarà sempre da apprezzare. È auspicabile che da questo incontro possano sortire utili indicazioni per l’elaborazione di una linea di intervento meritevole dell’attenzione del responsabile delle Politiche agricole.
Ad un esame superficiale questa iniziativa può apparire anomala o quanto meno singolare, ma è sempre meglio di nulla in presenza di una quasi assoluta inerzia da parte dell’Unire, la quale ad oggi - e siamo quasi a metà dell’anno - non si è ancora resa conto che tra poco non avremo di che pagare i premi al traguardo. Per ignorare le criticità di bilancio legate a voci d’entrata di fatto inesigibili che porteranno, come avvenuto negli ultimi anni, a cercare l’aiuto all’ultimo minuto del ministero delle Politiche agricole per tappare i buchi. Un intervento del genere, si configurerebbe come un aiuto di Stato, con il rischio concreto di attirarsi addosso gli strali della Ue, oltre alla vera difficoltà del reperimento dei fondi.
Esattamente l’eventuale contrario di come l’Unire sta accreditando con inutili manovre dilatorie, l’approvazione delle provvidenze all’allevamento sino ad ora non deliberate, senza una idea ben chiara di cosa si possa legittimamente considerare aiuto di Stato.
A parziale giustificazione di questi comportamenti da parte dell’Unire, vi sono da valutare i prevedibili effetti del cosiddetto spoil system, che in presenza di organi nominati da un governo decaduto, ed in questo caso a maggior ragione in quanto la nomina del consiglio è avvenuta in articulo mortis del governo Prodi. Un problema non da sottovalutare: l'ippica, nel suo complesso, ha assoluta necessità di sapere se l’attuale dirigenza Unire rappresenta o meno la fiducia del ministero vigilante.
Nelle more di tutti i problemi sarebbe auspicabile un intervento immediato per uno slittamento dell’IVA portata al 20% per le vendite, come è stato fatto per i premi al traguardo, la cui applicazione è stata rimandata al 1° gennaio 2009.
Non senza ricordare una volta di più, che in Francia, paese comunitario, l’Iva sui cavalli è al 5,5%.