Il Trivulzio si vende auto e case su internet

L’auto presidenziale viene messa in vendita a 14mila euro. E poi ci sono gli appartamenti: da 150mila euro in su, in varie zone di Milano, da Porta Romana alle vie più esclusive del centro.
È l’asta del riscatto. Quella con cui il Pio Alberto Trivulzio promuove la totale trasparenza sulla gestione dei suoi immobili e punta a far dimenticare gli inciuci di Affittopoli. «Basta con la logica degli amici degli amici» mette in chiaro il nuovo cda, presieduto da Laura Iris Ferro, che ha perfino deciso di pubblicare on line la dichiarazione dei redditi e le proprietà di ogni suo membro.
Mettendo in vendita il patrimonio sul sito Internet, il Pat cerca anche di coprire il buco di bilancio accumulato. Il valore delle dismissioni ammonta infatti a 68 milioni di euro. «Parte di quei soldi - spiega Francesco Longo, componente del nuovo consiglio di amministrazione -, e cioè una trentina di milioni, serviranno per i nuovi investimenti, tra cui la gestione di nuovi 120 posti letto in via Pindaro e le nuove palazzine. Altri 38 milioni serviranno invece per sanare i disavanzi pregressi». Nel giro di 5 anni, o al massimo 7, si conta di piazzare ogni casa in vendita, a cominciare dagli appartamenti singoli e dalle piccole palazzine, per poi procedere con gli immobili più grossi. Entro quattro anni invece si cercherà di riportare i bilanci dell’istituto in pareggio.
Una sfida difficile, ma che la nuova squadra vuole portare fino in fondo. «Ammettiamo di aver trovato una situazione ben più grave rispetto a quella che immaginavamo - spiega Francesca Crippa, cda - e all’inizio ci ha colto un vero shock depressivo. Ma ora vogliamo riscattare il Pat». I conti fanno spavento: nel 2008 il deficit del Trivulzio ammontava a 8 milioni di euro, e il buco è cresciuto a 14 milioni di euro in meno di quattro anni. La voragine sarà appianata con un severo piano di rilancio. Un piano che tocca vari ambiti: dalla riorganizzazione degli ambulatori a un nuovo patto con il personale (per ridurre l’assenteismo che oggi è pari al 16%).
Dalla nuova squadra amministrativa arriva anche un appello al Comune, perché alzi i contributi sulle tariffe sia per il Trivulzio sia per l’istituto Martinitt, che assiste i minori abbandonati. «Da Palazzo Marino - spiega il cda - ci servirebbe almeno un milione di euro in più all’anno. Le tariffe sono ferme dal 2000». Ad oggi il Comune riconosce 55-59 euro al giorno per gli anziani delle fasce più deboli quando invece servirebbe una copertura di almeno 70 euro. Idem per i Martinitt: i rimborsi ammontano a 70 euro al giorno ma il prezzo medio è di 90-100 euro.
Altro punto su cui il nuovo cda sta lavorando è la qualità dei servizi, la cui delega è ricoperta dall’ex assessore Tiziana Maiolo. L’obbiettivo è quello di scrollare di dosso dall’istituto le voci sulla scarsa assistenza igienica ai pazienti o sulla poca pulizia nelle corsie. «Nei fatti - spiega la Maiolo - abbiamo una sola denuncia a nostro carico e il livello di soddisfazione è pari al 97%. Ai pazienti il personale dedica un quarto del tempo in più rispetto a quello fissato dai parametri regionali e siamo gli unici ad accettare i pazienti più gravi che escono dalla riabilitazione. Per il resto, non abbiamo di certo la bacchetta magica ma ci impegneremo per migliorare ulteriormente».