Trofeo Bonfiglio, oggi le semifinali I sogni azzurri a rete con la Burnett

Il 49simo Trofeo Bonfiglio ha rispettato le tappe ed è giunto alle semifinali in programma oggi, inizio ore 10.30. Buona notizia: tra le quattro migliori giocatrici del tabellone femminile c'è anche l'azzurra sedicenne Nastassya Burnett che ieri ha sconfitto la russa Solovieva 6/2 6/2. Ora la Burnett, nata da padre italiano e madre polacca (di qui probabilmente i 180 centimetri di altezza), è attesa dalla rumena Simona Halep, campionessa europea junior in carica e protagonista fin qui di una passeggiata sulla terra rossa del Tennis Club Milano (ultima vittima la giapponese Nara regolata con un secco 6/0 6/2). Nell'altra semifinale se la vedranno la tedesca Linda Berlinecke e la serba Bojana Jovanowski, migliore testa di serie rimasta (numero 3). Tra i ragazzi si è registrata la sconfitta del grande favorito, l'australiano Tomic, piegato (6/0 6/2) dal belga Goffin che ora in semifinale se la vedrà con il brasiliano Cunha vincitore del nostro Giannessi (6/4 7/5). Per l'altra semifinale scenderanno in campo il russo Kuznetsov (che ha battuto il nostro Federico Gaio 6/3 6/4) e l'argentino Pella. Rimane quindi la sola Burnett a rappresentare il tennis azzurro nella più importante manifestazione juniores organizzata in Italia (al Bonfiglio viene riconosciuto un livello da torneo del Grande Slam) e l'impresa della tennista romana è ancora più importante se si considerano i suoi sedici anni contro i diciassette delle altre semifinaliste. Nel giorni scorsi erano stati sconfitti i giovani azzurri sui quali erano appuntate grandi speranze, Giacomo Miccini e Camila Giorgi. E i modi dell'addio sono stati assai diversi. Miccini ha perso per squalifica al termine di una scenata innescata dai protagonismi dell'arbitro Giovaniello: con le sue continue chiamate di fallo di piede (alcune davvero fuori luogo) e un atteggiamento persino provocatorio nei confronti del giovane di Recanati, ha compromesso un match (avversario di Miccini il venezuelano Souto, un clone di Nadal) che era apparso fra i più belli del torneo. D'altra parte un Miccini troppo nervoso ha avuto la sua parte di responsabilità. Del tutto diverso l'addio di Camila Giorgi. L'italiana d'Argentina è uno scricciolo muscoloso, svolazza all'ombra del padre Sergio, mentre in campo è correttissima, non fiata mai, al massimo un «vamos» sussurrato. E accetta ogni cosa il destino e l'avversaria le mandino oltre la rete. Esempio? Nel quinto gioco del secondo set contro la slovacca Romana Tabakova ha a disposizione tre palle break. E su almeno una di queste la Tabakova spedisce la palla poco oltre la linea. L'arbitro la giudica buona, Camila non fiata. Poco dopo, si replica. Risultato finale: vince la Tabakova 7/6 6/3. Benedetta ragazza, hai solo sedici anni e crescendo diventerai, forse, più scaltra.