IL TROFEO DEI PARADOSSI

Mourinho le aveva definite partitelle, Ranieri non si sentiva affatto favorito e invitava a non trarre conclusioni, Ancelotti aveva ricordato l’emergenza punte. Si fa così ormai, si esorcizza, poi tutti a cercare la vittoria, pochi ragazzotti in campo, gol di Seedorf, Iaquinta, Trezeguet, vecchie volpi. Amauri si è rotto ancora la testa, Ancelotti ha mostrato il medio, la curva i suoi limiti e il presidente Moratti ha trovato il tempo per stigmatizzare un commento televisivo che segnalava un’Inter simile a quella di dieci anni fa. Le prove scudetto del trofeo Tim, Roma permettendo, sono state invece lo spot più sincero del popolare calcio nostrano, senza tempo, immarcescibile con i suoi paradossi.