La troika arriva a Pristina ore decisive per il Kosovo

Gli albanesi pronti a proclamare l’indipendenza

da Pristina

Nell’ultimo disperato tentativo per trovare una soluzione negoziata alla questione dello status del Kosovo, i rappresentanti della «troika» formata da Russia, Stati Uniti e Unione europea si sono recati ieri nella provincia serba la cui popolazione è in maggioranza albanese. Arrivati in elicottero da Belgrado, dove venerdì i dirigenti serbi avevano ribadito la loro opposizione all’indipendenza kosovara, gli emissari della comunità internazionale si sono riuniti nella sede della Nato in Kosovo. Nessuno si nasconde le difficoltà per sbloccare la situazione, dopo mesi di braccio di ferro tra Belgrado e Pristina.
La «troika» In Kosovo, che ieri ha avuto colloqui colloqui con il presidente Fatmir Sejdiu e con il premier Agim Ceku e che oggi incontrerà i rappresentanti della minoranza serba, è incaricata di trovare un compromesso da presentare alle Nazioni Unite entro il prossimo 10 dicembre, limite fissato dal segretario dell’Onu Ban Ki Moon. Questa scadenza ha però suscitato una nuova opposizione di Mosca, contraria alla concessione dell’indipendenza, pretesa dall’etnia albanese appoggiata da Tirana. Di fronte al niet russo, i vertici kosovari minacciano di dichiarare unilateralmente la loro sovranità.