Tronchetti cede il gas a Gdf, ma dal 2008

L’obiettivo del gruppo:arrivare al 10% del mercato al dettaglio

Angelo Allegri

da Milano

Sarà il quarto operatore nel settore del gas in Italia dopo Eni, Enel ed Edison. E per il momento avrà una quota di mercato di circa il 4%, nel complesso 1,8 miliardi di metri cubi venduti a privati e piccole aziende. L’obiettivo però è ancora più ambizioso: arrivare al più presto al 10% del mercato retail.
Al di là dei numeri, Energie Investimenti, la joint venture presentata ufficialmente ieri tra il gruppo francese e la Camfin di Marco Tronchetti Provera è una mossa che entrambi i partner definiscono strategica. Gaz de France, monopolista della distribuzione in Francia (serve il 95% dei comuni), consolida e razionalizza la sua presenza in terra italiana e si allea con uno dei protagonisti dell’economia tricolore, in grado con la sua presenza, di inserire il gruppo diretto da Jean François Cirelli in tutti i giochi che contano. Da parte sua Tronchetti Provera riesce a dare un significato all’attività nel mercato del gas, che per il momento era del tutto marginale visto che Camfin, attraverso la controllata Camgas, realizzava un fatturato di una cinquantina di milioni o poco più.
Proprio il 100% di Camgas, valutata 25 milioni (con una plusvalenza di 24), insieme a un conguaglio di 70 milioni rappresentano l’apporto di Camfin alla nuova società. I francesi invece conferiranno le quote detenute nelle società Italcogim e Arcalgas, operative sia nella vendita sia nella distribuzione di gas naturale. In tutto si tratta di attività valutate complessivamente 1 miliardo di euro: 750 relativi alle reti, 250 alle attività di vendita. La società è già presente in 11 regioni italiane con punti di forza in Lombardia e Puglia, centro di interessi delle due partecipate di Gaz de France. Poco più di 800mila i clienti già serviti.
L’accordo prevede che per il momento il 60% della società sia di Camfin, con il 40% ai francesi. Questi ultimi però nella primavera del 2008 hanno la possibilità di esercitare un diritto d’opzione sul 20% del capitale (potrà essere acquisito al prezzo di mercato) e salire dunque al 60%, assumendo quindi il controllo. Camfin potrà liberarsi della residua quota del 40% in caso di divergenza su materie strategiche. La governance sarà paritetica: alla presidenza sarà nominato Angelo Ferrari (plenipotenziario di Gaz de France in Italia ed ex numero uno di Snam e Agip). Il direttore generale, invece, ancora non c’è. «Lo stiamo cercando», hanno detto Tronchetti Provera e Cirelli. Qualche settimana di tempo c’è: le parti e gli advisor (Lazard e lo studio legale Pedersoli per Camfin; SocGen e lo studio Freshfileds per il gruppo francese) stanno lavorando per formalizzare la joint venture entro fine luglio, primi di agosto.
Fatta la società, l’obiettivo è, come già detto, diventare più grandi. Eventualmente anche coinvolgendo nell’iniziativa nuovi partner. «Ci sono dei contatti», ha detto Tronchetti Provera. Quanto a possibili acquisizioni «sono già state identificate alcune opportunità ma è presto per parlarne», ha aggiunto.
Ad apprezzare l’intesa è stata subito la Borsa italiana. Sospesa in mattinata prima dell’annuncio il titolo Camfin è stato negoziato per un’ora, dalle 15,35 alle 16,33, chiudendo la giornata con una crescita del 4,27%. Più fredda Parigi: il titolo Gaz de France ha perso lo 0,42 per cento.