Tronchetti chiude il riassetto e punta su Telecom

Nessun ulteriore investimento nelle tlc: «L’attuale livello di partecipazione è bilanciato»

Marcello Zacché

da Milano

Dopo la quotazione degli pneumatici in Borsa, anche la Pirelli, come la Fiat, potrebbe uscire da Mediobanca. Lo ha detto ieri Marco Tronchetti Provera, in occasione della presentazione del collocamento di Pirelli Tyre, la società operativa nello storico settore pneumatici. «In Mediobanca siamo presenti con Pirelli e tramite Telecom. Una parte potremmo venderla». Allo stesso modo è in discussione la permanenza nel patto di sindacato: «vedremo, dipenderà da quanto venderemo». Pirelli ha l’1,8% di Mediobanca, al pari di Telecom, entrambe sindacate nel patto. E la cessione rientrerebbe nel piano delle dismissioni delle quote finanziarie non strategiche detenute dalla Bicocca e annunciate (per complessivi 400 milioni) entro l’anno.
Tronchetti ha ribadito che le vendite si faranno (ieri è stata la volta del 15% dell’Inter), riguarderanno anche la quota dell’1,9% detenuta in Capitalia, ma non prima «della seconda metà dell’anno», compatibilmente con diverse situazioni da sistemare, a cominciare dai «diversi patti di sindacato» a cui le partecipazioni bancarie sono conferite. In ogni caso il messaggio che Tronchetti ha lanciato al mercato è preciso: il gruppo Pirelli, con la quotazione in Borsa di Pirelli Tyre, completa il suo assetto. Una holding di partecipazione a monte (la Pirelli & c spa) con tre rami: l’immobiliare (Pirelli Re), gli pneumatici (Pirelli Tyre) e le tlc (il 54% di Olimpia, che a sua volta detiene il 18% di Telecom Italia). Ed è su quest’ultimo punto che Pirelli utilizzerà le risorse che sta raccogliendo (dalla quotazione di Tyre entreranno in cassa tra i 700 e i 900 milioni) per rilevare in Olimpia sia la quota parte di Hopa, sia quelle delle banche (Intesa e Unicredito). Entro fine anno la Bicocca salirà all’80% in Olimpia e in tutto, al netto di ogni partita finanziaria, l’esborso atteso è nell’ordine di 1,4-1,5 miliardi.
Ma niente di più: Tronchetti ha negato di voler crescere in Telecom né direttamente (Pirelli conta su una quota dell’1%) né tramite Olimpia: «l’attuale livello di partecipazione è bilanciato, non abbiamo intenzione di crescere». E poco importa, sostiene ancora il presidente del gruppo e di Telecom, se la società di tlc è assai scalabile: «Non ho mai considerato il controllo come una priorità», ha detto. Pur smentendo, così, lo slogan della quotazione in Borsa degli pneumatici: Power is nothing without the control. Parafrasando: «Il potere è nulla se perdi il il controllo».