Tronchetti: «Disponibili al dialogo»

da Milano

«Disponibilità al dialogo nell’interesse del Paese». È la chiave che Marco Tronchetti Provera propone per superare gli stalli provocati dalla vicenda Telecom. Il riferimento è alla classe politica, perché «le imprese chiedono competenza ed è triste sentire commenti fatti con la stessa logica degli slogan politici». Ma l’intento è costruttivo: rispetto alle critiche piovute dalla compagine governativa sul capitalismo italiano e sulle scatole cinesi, Tronchetti apre al dialogo, ma a una condizione: che non si parli del caso «Telecom», ma dell’intero assetto del sistema nazionale. Anche perché, dice il presidente della Pirelli, la Bicocca ha deciso di vendere la quota in Telecom per le continue interferenze della politica che hanno influenzato i colloqui con Murdoch, altre «interne ed esterne» nelle trattative con Telefonica, e ancora «interferenze» nel negoziato con At&t.
Tronchetti ha parlato ieri alla Bicocca di fronte agli azionisti della Pirelli, in occasione dell’assemblea che ha approvato il bilancio e che ha integrato il cda con la nomina di Alberto Bombassei e di Luigi Roth. Ma si è parlato molto, durante e dopo l’assise, di Telecom, di cui Pirelli è azionista tramite l’80% di Olimpia, holding che detiene il 18% del gruppo di tlc. Anche perché è stata la svalutazione della quota Olimpia (che ha abbattuto il valore delle azioni Telecom da 4,2 a 3 euro) che ha prodotto la perdita da 1,8 miliardi che si è riflessa nel rosso di bilancio per 1 miliardo. Il numero uno del gruppo ha poi citato il caso dei dossier sulle intercettazioni telefoniche: «Voglio esprimere le mie personali scuse e della società», ha detto Tronchetti, riferendosi al danno d’immagine che ne è risultato e ricordando come «le indagini della magistratura non hanno mai portato alcun addebito alla società».
Su Telecom Tronchetti ha escluso che ci possano essere ripensamenti: Pirelli «non ha discusso l’ipotesi di restare in Telecom, stiamo uscendo», ancorché «senza fretta», e non certo a qualunque prezzo. L’accordo potrebbe concretizzarsi «nei prossimi mesi». In ogni caso, di fronte ai soci, il presidente ha escluso un progetto di scissione di Pirelli: «Non esistono progetti in merito» e «qualsiasi operazione è stata fatta nell’interesse della totalità dei soci». Una volta completata la cessione della quota di Olimpia, Pirelli potrebbe reinvestire il ricavato nel settore dei pneumatici: in proposito non è escluso il riacquisto della minoranza di Pirelli Tyre, ceduta alle banche.
Sul fronte delle diverse cordate interessate a entrare in Olimpia e Telecom, Tronchetti non ha invece rilasciato alcun commento. Solo: «Mi auguro arrivino a Pirelli offerte interessanti». Né risultano, dal lato delle banche, grandi novità. L’unica dichiarazione «fresca» è arrivata da Marina Berlusconi, presidente della Mondadori, che al termine dell’assemblea ha detto che «l'investitore interessato è Mediaset e dispone delle risorse per fare un investimento di questo tipo».