Tronchetti fa lo sconto sugli pneumatici

La valorizzazione minima della società scende del 10% da 1,9 a 1,7 miliardi

Nicola Porro

da Milano

Marco Tronchetti Provera, il numero uno della Pirelli e di Telecom, va diritto per la sua strada: concentrare risorse e attività per le tlc. E dunque, nonostante l’andamento dei mercati e la raccolta di ordini non entusiasmante, continua con la sua intenzione di quotare ad inizio luglio gli penumatici di Pirelli Tyre. Ieri, secondo quanto risulta al Giornale, è stata infatti adeguata la forchetta di valorizzazione dell’intera società. In sostanza si è allargato verso il basso l’intervallo di valore al quale verranno quotati gli pneumatici. Questo sconto, in fase di raccolta ordini, i banchieri lo chiamano «repricing». E nasce dall’umore e dalle sensazioni raccolte cercando di vendere la carta Pirelli Tyre agli investitori istituzionali.
«L’intervallo di valorizzazione indicativa» previsto dal prospetto informativo (pagina 390) è «compreso tra un minimo di 1,9 miliardi di euro e un massimo di 2,311 miliardi, pari ad un minimo di 7,40 per azione ed un massimo di euro 9 per azione».
Ebbene, dopo una settimana di incontri con gli investitori istituzionali, le numerose banche coinvolte nel collocamento hanno deciso di abbassare il valore minimo della forchetta da 1,9 a 1,7 miliardi; il che vuol dire un prezzo minimo per azione che scende a 6,6 euro. Uno «sconto» di 200 milioni sull’intera società, più del 10 per cento, che deriva da un momento piuttosto complicato del mercato. Già quattro promesse matricole hanno fatto retromarcia: Value Partners attiva nella consulenza, Italtel specialista nei sistemi di tlc e i petrolieri di Api. Senza contare il flop del gestore di telefonia Umts, «3». L’onda lunga dei mercati si è accorciata.
Sugli pneumatici di Pirelli si sono poi abbattute due «sfortune» contingenti. La scomparsa del signor Michelin ha dato un colpo ad uno dei principali competitor del gruppo della Bicocca. E la sforbiciata profonda alle previsioni di utile fatta dalla Bridgestone, passate da 100 miliardi di yen a 65 miliardi (pari a 440 milioni di euro).
Ma Tronchetti non molla. Solo poco più che una settimana fa aveva messo in relazione il collocamento degli pneumatici con le esigenze di recuperare risorse per Olimpia. Si tratta della scatola finanziaria, controllata con i Benetton, che ha in mano circa il 18 per cento della Telecom. «Le risorse della quotazione di Tyre serviranno per Olimpia».
Gli pneumatici in Borsa avrebbero potuto fare incassare fino a 900 milioni alla Pirelli spa. Che dovrà utilizzare queste risorse, insieme a linee di credito ancora da attivare, per liquidare Unicredito, Intesa e in parte Hopa, che si accingono a lasciare Olimpia.
Un buon motivo per il numero uno di Telecom per tirare dritto sugli pneumatici. Tanto più che la riduzione della forchetta minima rappresenta solo un’indicazione di massima. Pirelli e i suoi collocatori possono sempre decidere di chiedere una cifra superiore a quella più bassa.