Tronchetti inaugura il dopo-Telecom: pronto il «cedolone» di Pirelli

«Nei telefoni rifarei tutto, ma valuterei le interferenze politiche» Dai soci Bicocca sì al superdividendo

da Milano

Pirelli da il via libera alla riduzione del capitale della società, necessaria per la distribuzione del dividendo straordinario di 0,154 euro per azione, il cui pagamento è previsto per metà marzo. L’operazione - proposta dal cda del gruppo lo scorso 9 novembre nell’ambito delle strategie sulla destinazione dei proventi (3,3 miliardi) della cessione di Olimpia - dovrà ora essere sottoposta all’approvazione dell’assemblea speciale degli azionisti di risparmio, convocata per venerdì e per cui è già stato depositato oltre il 20% delle azioni della categoria, soglia necessaria per raggiungere il quorum.
Quella che si è svolta ieri, alla presenza anche del neo presidente di Telecom Gabriele Galateri, consigliere di Pirelli, è stata per la società degli pneumatici la prima assemblea dopo la cessione di Olimpia a Telco. E il presidente Marco Tronchetti Provera ha fatto il punto con gli azionisti sull’investimento in Telecom Italia, effettuato nell’estate del 2001 e che ha generato per Pirelli una perdita di valore di 3,2 miliardi (a fronte però di una plusvalenza da 4,8 miliardi derivante nel 2000 dalla cessione delle attività fotoniche di prima generazione).
«I risultati gestionali di Telecom sono stati buoni e soddisfacenti - ha ribadito Tronchetti rispondendo alle domande dei soci - e tutti quelli che mi hanno succeduto, da Rossi a Pistorio, hanno dichiarato che l’azienda era ottima». Ma dal punto vista finanziario le cose non sono andate bene. «Siamo molto insoddisfatti. Finanziariamente il più colpito è stato chi aveva più azioni. E cioè Pirelli. Se fosse stato per noi saremmo ancora lì a portare avanti operazioni strategiche, tant’è che poi Telecom ha raggiunto un accordo (con Telefonica, ndr) che noi avremmo chiuso nello scorso febbraio». Nell’operatività di Telecom, un solo rimpianto: «Dal punto di vista gestionale rifarei tutto, ma avrei dovuto valutare eventuali interferenze della politica, in un Paese che sta facendo passi avanti verso la modernizzazione ma che non ha ancora una chiara definizione di cosa è il privato».
Tornando a Pirelli Tronchetti ha spiegato che non sono previste operazioni straordinarie di accorciamento societario. «Non abbiamo neppure in programma - ha detto - di aumentare la quota in Pirelli Re. Ora la società è concentrata sui pneumatici». Pirelli sta anche negoziando il riacquisto della quota del 38,9% di Pirelli Tyre dalle banche: «Cerchiamo di farlo al prezzo migliore, siamo convinti che troveremo un punto d’incontro tra i diversi interessi, ma non intendiamo strapagare».