Tronchetti si smarca dalla politica

Milano - La partita non è ancora conclusa, ma Marco Tronchetti Provera si potrebbe essere smarcato dalla trappola Telecom. La variabile fondamentale che gli gioca contro resta ora solo il «sistema». La mossa annunciata ieri sera è infatti decisamente «antisistema»: non è concordata con le banche, azioniste sia di Telecom sia della catena Pirelli-Olimpia, e tantomeno con la politica.

Tronchetti fa sapere ai suoi nemici e ai suoi scalpitanti azionisti che investitori strategici di primo piano internazionale sono disposti a pagare Telecom 2,9 euro: un premio forte rispetto alle quotazioni di Borsa. Dimostra dunque che il valore della quota di controllo non è stato eroso negli ultimi mesi. E che per comandare nelle tlc italiane si deve passare per Pirelli.

L’accordo americano è nel pieno stile di Tronchetti: fulmineo. In poche ore decise di vendere laboratori e uomini all’americana Corning, incassando un prezzo favoloso. E in poche ore ha deciso di comprare nel luglio del 2001 da Emilio Gnutti e Roberto Colaninno la quota di controllo di Olivetti-Telecom a un prezzo che si è poi rivelato anche in questo caso favoloso, ma a favore dei venditori. E ora rimette tutto in gioco e brillantemente si toglie dall’angolo in cui era.

Non è detto che Telecom finisca alla cordata americana. Quel che è certo è che Pirelli (e Benetton) hanno in mano un acquirente, e 2,7 miliardi di euro sul piatto, per togliere il disturbo. Chi volesse far parte del gioco da qui deve partire. Nonè dunque esclusa la via «di sistema», quella a cui stavano lavorando le banche. Ma il prezzo rispetto a una settimana fa è salito. «A questo punto - dice un banchiere vicino all’operazione contattato dal Giornale - la strada è aperta solo per un investitore strategico: 2,9 euro per azione non sono giustificabili per un investitore puramente finanziario. L’asta di Tronchetti è solo alla prima fase». La porta di ingresso per possibili alternative si chiama Mediobanca. Chiudendo nei mesi scorsi un accordo di prelazione con Olimpia, piazzetta Cuccia è ormai l’unico ostacolo finanziario al buon fine dell’operazione At&t-American Movil. Alberto Nagel e Renato Pagliaro, i due manager della banca d’affari milanese, possono esercitare la loro wild card, ma evidentemente solo se dietro a essi si configuri una cordata industriale e bancaria adeguata. Nelle settimane scorse infatti Mediobanca reputava 2,5 euro il prezzo pagabile a Tronchetti;menodunque dei 2,7 messi in campo da banca Intesa. L’accordo di sistema oggi sembra poter passare solo da un accordo con Mediobanca, che esercitando la propria prelazione, coaguli un’alternativa a quella già studiata da Tronchetti. Con il dettaglio non insignificante che oggi il prezzo è lievitato e di molto.

La politica è stata presa in contropiede. Ha cercato di metter in un angolo Tronchetti. Prima, questa estate, ostacolando l’accordo industriale con Murdoch, poi, quest’autunno, con il piano Rovati che sostanzialmente pubblicizzava la rete telefonica. Resta l’unico attore «di sistema» che potrebbe seriamente ostacolare la mossa di Tronchetti con un colpo di coda. Anche se solo pochi giorni fa dal Brasile, Romano Prodi diceva: «Telecom, nessuna preclusione agli stranieri».