Troncon eroe ovale: "Vinta la Scozia e convinta l’Italia"

Il totem del rugby azzurro parla soddisfatto dell’impresa di Edimburgo: «La nostra squadra deve trovare massima fiducia e conservare umiltà»

Edimburgo - C’è almeno uno scozzese che ha tirato un sospiro di sollievo: è uno scommettitore di Glasgow che ha puntato 80.000 sterline sulla vittoria della squadra di Frank Hadden, perdendole. Poi ne ha puntate altre 150.000 sulla vittoria dell’Irlanda al Croke Park di Dublino, quotata 2 a 5 da Ladbrokes. Gli Irish sbriciolano i bianchi Ashton e nel portafoglio del nostro amico arrivano 60mila sterline.
È una delle tante storie del Sei Nazioni di rugby. L’altra è quella di Alessandro Troncon, totem dei rugbisti azzurri accolti trionfalmente a Fiumicino e confortati da un milione e mezzo di telespettatori alla diretta di La7. Anche lui a Murrayfield ha vinto una scommessa. Per la seconda volta è stato il man of the match. Guida per i compagni, capitano virtuale dietro la faccia onesta di Marco Bortolami. Lo incontri dopo Twickenahm e si nasconde dietro un sorriso di circostanza e prima di parlare dell’assalto alla Scozia vuol sapere se Berbizier lo farà giocare anche a Murrayfield. È maturato, il trevigiano. E ora spera anche nel quarto mondiale.
In Scozia ancora lui l’elemento chiave. Dietro il pacchetto dirige il traffico. Poi incoraggia i compagni, chiede impegno. E gli azzurri lo seguono. Anche nella festa consumata nella gloriosa notte di Edimburgo tra i pub del Royal Mile. «Gli azzurri non hanno conquistato solo Murrayfield – dice Tronky –, forse hanno conquistato anche gli italiani», riferendosi ai 5.000 tifosi presenti in Scozia. Dieci per cento di share su La7, cifre record per una partita che segna un altro capitolo della storia del rugby italiano. Da Dublino ’97 a Edimburgo 2007 ci sono dieci anni che passano per la memorabile impresa di Grenoble. In queste pietre miliari c’è sempre stata la sua firma. Prima al fianco di Diego Dominguez (sabato in tribuna), ora a dettare i ritmi per Andrea Scanavacca. In due fanno 67 anni e dietro purtroppo ancora non si vedono degni eredi per un ruolo cruciale del rugby moderno come quello del mediano. Troncon non fa mistero sul segreto che ha portato gli azzurri a battere la Scozia: «La nostra è una squadra che deve trovare fiducia. E le squadre trovano fiducia sempre nelle cose più semplici. Noi l’abbiamo trovata in una buona conquista, in una buona occupazione del campo e dopo in una buona difesa. Cose semplici e basilari. Questa squadra deve avere un'umiltà che tutte le altre squadre possono permettersi di non avere. Noi dobbiamo rimetterci in discussione ogni volta». Il resto è rugby.