Troncon già nella storia L’Italia vuole imitarlo

Contro il Portogallo centesima presenza per l’azzurro. E Berbizier fa le prove per la Scozia

da Parigi

Cento presenze, una vita spesa nel rugby sognando un quarto di finale mondiale, Scozia permettendo. Alessandro Troncon entra questa sera nella terza sfida di coppa del mondo contro il Portogallo nell'esclusivo club dei centenari. Con lui c'è gente che ha fatto la storia dell'ovale. Ci sono le 136 presenze di George Gregan, le 119 di Leonard, le 115 di Fabien Pelous, i 111 caps di Philippe Sella e poi via via fino Larkham, Gareth Thomas e Campese fermo a 101. Ora c'è anche un italiano, un figlio della Treviso che respira rugby. Troncon ha debuttato in nazionale nel 1994, alla vigilia di uno storico tour in Australia che ha segnato una tappa fondamentale nella crescita delle quotazioni del rugby italiano. Berbizier lo manda in campo contro i lusitani di Tomaz Morais. Non lo risparmia. Ha giocato con gli All Blacks, è entrato per rimettere a posto la baracca contro la Romania e aspetta il match della vita contro gli highlanders (il 29 settembre) per scrivere un altro pezzo d storia. Tiene duro Troncon, sa bene che il mondiale che questa squadra sta portando avanti non è una pratica facile: «In fondo abbiamo rispettato il ruolino di marcia», dice Tronky pensando alla vittoria contro la Romania ma anche alla sconfitta con gli All Blacks. La chiave per far bene è soprattutto il gioco. Di fronte a un'Italia che convince, non c'è Portogallo che tenga. Ma di fronte a un'Italia che si perde in un bicchiere d'acqua anche il Portogallo può rappresentare un'insidia. Dalla parte del Portogallo c'è soprattutto l'entusiasmo. I lusitani sono stati adottati in questa coppa del mondo. La vittoria a pallone contro gli All Blacks nel dopopartita di Lione, l'entusiasmo messo al debutto contro la Scozia, simboli di un rugby che riesce ad andare oltre la globalizzazione più sfrenata. Nelle qualificazioni, gli azzurri hanno già rifilato loro un secco 83 a 0 che la dice lunga sulla distanza che separa gli azzurri ai Los Lobos. Per l'occasione Berbizier continua a provare: ripropone l'asse Canale-Masi tra i centri, punta su De Marigny all'apertura con Canavosio e Pratichetti alle ali. In mischia dal primo minuto debuttano Vosawai e Ghiraldini con Bortolami che oggi raggiunge a quota 37 Massimo Giovanelli come capitano di lungo corso affiancato da Del Fava. Anche questo un record che unisce l'Italia del grande salto tra i grandi del rugby, all'azzurro speranza di questa squadra che cerca la consacrazione. Troncon c'era in tutte e due: «Era forte l'Italia di Coste, è quella che ha permesso a questa squadra di confrontarsi con l'alto livello. Ma il rugby è cambiato, la squadra di oggi ha delle qualità talmente superiori che è persino difficile fare dei confronti. Quella di Coste aveva soprattutto il carattere dalla sua. E giocatori di assoluto talento, come Dominguez. Ma ripeto, il confronto è impossibile: il mondo è cambiato».
Ieri: Scozia-Romania 42-0
Tv: diretta Sky sport 2 dalle 19