Troni vacanti, oggi ultimo giorno per candidarsi a Principe di Seborga

Comune in provincia di Imperia, appena 300 abitanti, divenne famoso quando Giorgio Carbone nel 1963 si fece eleggere Principe e cercò di ottenerne l'indipendenza. Carbone è morto l'anno scorso e in primavera verrà scelto il successore tra i coloro che avranno presentato in tempo utile la loro candidatura

Dopo la grave crisi demografica che aveva portato negli anni Trenta la popolazione sotto le 200 unità, Seborga ha poi lentamente ripreso a fiorire. Trovando il suo massimo splendore sotto l'augusta guida del principe Giorgio I, che l'ha portata nel 1991 a superare i 350 residenti. Un grave vuoto si è però creato l'anno scorso con la morte del suo ultimo signore, che dovrà ora essere sostituito. E proprio oggi (20 febbraio 2010) scade il termine ultimo per candidarsi alle elezioni in programma per primavera. Ultimo pretendente Gigi Nardini, 58 anni, considerato il «re del miele», noto soprattutto per essere il sosia di Luciano Pavarotti.
Seborga è un piccolo, come si capisce, borgo nell'entroterra ligure in provincia di Imperia, a 500 metri sul livello del mare. Per la cronaca il suo santo protettore è Bernardo e il giorno festivo il 20 agosto. E una storia illustre alle spalle ce l'avrebbe pure. Si hanno sue notizie già prima dell'anno Mille quando apparteneva ai conti di Ventimiglia. Nel 959 venne ceduto ai monaci benedettini di Lerino, che nel 1660 vi istituirono una zecca, rimasta attiva per trent'anni. Dopo otto secoli, nel 1729 i buoni fraticelli cedettero il borgo a Casa Savoia, senza però mai registrare l'atto. E su questo presupposto, per quasi mezzo secolo si è battuto Giorgio Carbone che nel 1963, da presidente della Cooperativa agricola di Seborga, a soli 27 anni venne eletto Principe all'unanimità dai Cavalieri della Corona di Seborga.
A quel punto Giorgio I crea il suo governo, composto da 15 ministri, rigorosamente privi del ben che minimo potere, ricolloca le vecchie frontiere con tanto di garitte, sbarre e corpo di guardia. Poi emette passaporti e patenti di guida, si inventa una targa automobilistica, batte moneta, il «luigino» cambiato a 6 dollari, stampa francobolli. Materiale di nessun valore legale, ma con un discreto mercato collezionistico. C'è anche una guardia, che si esibisce in pittoresche uniformi, in realtà vigili urbani con le stesse identiche prerogative di qualsiasi altro corpo municipale. E come tutti i sovrani che si rispetti deve anche confrontarsi con un'usurpatrice: Yasmine von Hohenstaufen Anjou Plantagenet, autoproclamatasi erede al trono. Scrisse più volte al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ma agli atti, che si sappia, non risultano risposte.
Inutile dire che, nonostante il Principe abbia fatto un'infinità di ricorsi alle diverse Corti europee di giustizia senza mai ottenere ragione, Seborga abbia la stessa credibilità di Pontevedro, il Granducato della vedova allegra Hanna Glavari e del suo corteggiatore conte Danilo Danilowitsch. Tuttavia con le sue stravaganti iniziative, Giorgio I è riuscito ad attirare l'attenzione dei mass media di mezzo mondo. Con immaginabili ricadute sul turismo e in generale l'economia locale. Quando un corrispondente straniero non aveva altro di cui occuparsi e voleva fare il solito «pezzo di colore» saliva in Liguria lo intervistava. Tanto che nel 2005 Giorgio I finì sulla Bbc al programma «How to Start Your Own Country». Grosso modo «Come farsi un proprio Stato».
Il 25 novembre del 2009, Giorgio I morì dopo la lunga malattia che lo aveva colpito tre anni prima, aprendo la strada alla successione. Attualmente a Seborga vige lo status di sede vacante ed è retta da Alberto Romano, già Ministro della Giustizia sotto il governo di Giorgio I. Oggi scade il termine utile per candidarsi alle elezioni di Primavera. Al momento oltre a Nardini, sono in corsa: Vincenzo Buscaglia, presidente della società di Salvamento di Sanremo; Marcello Menegatto, imprenditore di Seborga; il conte Alexander De Boturì (di origine americana); Secondo Messali, Guardia Giurata ed attuale ministro del Principato; il Principe Davide Pozzi Sacchi, di Santa Sofia; il regista Pepi Morgia; Michele Imperiale, nobile e l'avvocato di Roma (con cittadinanza anche di Seborga), Alberto Romano, che è anche Segretario di Stato del Principato. Nardini non avrebbe però grosse possibilità di vittoria, in quanto solo quattro sembrano avere le carte in regola: Menegatto, Messali, Morgia e Imperiale. Ancora due mesi di pazienza.