«Troppa pubblicità abusiva lungo il Naviglio»

È una delle piste ciclabili più belle di Milano e, tempo permettendo, in questa stagione è sempre frequentatissima da chi vuole «staccare» per un po’ dallo stress della città e rilassarsi. C’è solo un piccolo neo. Da un po' di tempo pedalando lungo il Naviglio Grande o guidando lungo il tratto stradale che collega la Darsena ad Abbiategrasso ci si imbatte frequentemente in «intrusi» che nulla hanno a che vedere con l'antico canale e il paesaggio circostante. Autentici pugni in un occhio che rovinano decisamente il paesaggio naturale: i cartelli pubblicitari, spesso abusivi o con autorizzazioni scadute.
A sollevare il problema è l'associazione Italia Nostra, che ha condotto dei monitoraggi a campione lungo le strade provinciali e statali che si irradiano da Milano: «La Vigevanese è solo un caso emblematico, l'abbiamo scelta perché il Naviglio è un bene storico tutelato dalla Regione Lombardia e, per buona parte del tracciato, si affaccia sul Parco Agricolo Sud, ma abbiamo riscontrato casi di abusivismo anche in via Ripamonti, via Novara o lungo la Cassanese - spiega Luca Carra, presidente dell'associazione -. Il problema poi non è solo di tipo paesaggistico. Molti cartelli sono posti in violazione delle norme del Codice della Strada, che prevedono una distanza di sicurezza dalla segnaletica».
Gianni Micheloni è il responsabile del progetto «Spazio libero» con cui l'associazione mira a «ripulire» le strade dalla pubblicità abusiva, che non ha diritto di essere lì. Si è messo in sella della sua bicicletta, ha percorso la pista ciclabile nel tratto che attraversa i comuni di Corsico, Trezzano e Gaggiano ed ha scattato decine di foto a cartelli ammassati in file di venti-trenta, lungo la pista ciclabile o ai lati della carreggiata e a ridosso dei segnali stradali.
«In teoria, i cartelli sono tutti abusivi perché il Codice della Strada ne vieta l'installazione lungo le strade di interesse panoramico - spiega-. Ad ogni modo dovrebbero avere una targa con l'autorizzazione, mentre almeno nell'80 per cento dei casi il permesso non c'è oppure è già scaduto».
Il giro in solitaria di Micheloni è stato solo il primo passo.
Ieri, infatti, è scattata l' «Ora legale»: gruppi di volontari coordinati da Italia Nostra hanno avviato un monitoraggio a tappeto delle strade incriminate per fare un monitoraggio e un censimento puntuale degli abusi, che verranno poi segnalati alla Provincia, ai Comuni dei paesi interessati e ai comandanti della Polizia Locale.
Il 21 settembre ci sarà la resa dei conti: i volontari dell'associazione torneranno sul luogo «incriminato» e ripercorreranno l'itinerario per verificare che la moda conveniente a prezzi stracciati per tutta la famiglia, gli sconti dell'Iper, gli arreda tutto con ampio parcheggio e le «piastrelle più belle» abbiano lasciato un po’ di respiro alla campagna circostante.