Troppa rumenta: Borzoli scende in piazza

«Vergogna. Mantenete le promesse fatte, non ne possiamo più». Questo è ciò che si è udito ieri mattina durante una manifestazione cittadina. Gli abitanti di Borzoli protestano contro la discarica di Scarpino e lo fanno da anni, forse troppi. Promesse che si sussueguono da parte degli stessi politici che, di anno in anno, di mandato in mandato, vengono eletti anche perchè rappresentano una speranza di miglioramento e risanamento. Il quartiere intero si è unito in modo compatto; centinaia di persone si sono ritrovate spontaneamente per bloccare il traffico tra via Borzoli e via Militare di Borzoli. Una manifestazione non autorizzata, dettata dallo sdegno. Il continuo passaggio di camion della nettezza urbana, la spazzatura, l’inquinamento, il degrado in cui versa la strada che porta alla discarica e la minaccia, sempre più pressante, della costruzione di un inceneritore, hanno portato la cittadinanza a mobilitarsi. «Il sindaco uscente Giuseppe Pericu l’aveva promesso. Aveva promesso il risanamento dell’intera discarica e allora perchè non è stato fatto ancora niente?» tuonano gli abitanti del quartiere. E i fatti danno effettivamente ragione ai cittadini. Un volantino distribuito nel 1997, durante la campagna elettorale promossa dal Pds e dall’Ulivo per l’elezione a sindaco di Pericu, citava testualmente tra gli altri obbiettivi «il risanamento complessivo della discarica e del Chiaravagna per cui sono già stati stanziati 34 miliardi (di vecchie lire)». Dopo trentasei anni di convivenza forzata, invece, la situazione si è aggravata ulteriormente a causa del conferimento di rifiuti anche da parte della regione Campania. «I mezzi provenienti da Napoli passano addirittura di notte infrangendo gli orari di transito stabiliti dall’Amiu» incalza un negoziante della zona. E chissà ancora per quanto le istituzioni continueranno a rimanere sorde alle lamentele dei cittadini.