Troppe aggressioni, i vigili vogliono le armi

Massimo Malpica

«Leggo che persino la polizia provinciale non solo è armata, ma addirittura farà corsi di perfezionamento sull’antiterrorismo con la polizia americana, per iniziativa del presidente Enrico Gasbarra. È l’ennesima conferma che, sulla sicurezza per la polizia municipale, Roma è la cenerentola non solo d’Italia, ma anche del Lazio». Gabriele Di Bella, da qualche giorno nuovo segretario responsabile aggiunto della Cisl-Polizia municipale, allarga le braccia di fronte alla «storia infinita» dell’armamento per i pizzardoni della Capitale. Che, messi a svolgere funzioni «a rischio», finiscono spesso e (mal)volentieri per essere vittime di incidenti «sul lavoro», più o meno gravi. «Come il collega che recentemente si è visto recidere un tendine con un temperino da un automobilista ubriaco al quale stava facendo il test con l’etilometro: con la dissuasione di un arma non sarebbe successo», spiega ancora il sindacalista.
Peraltro la reintroduzione della pistola d’ordinanza è stata prevista dal nuovo regolamento, l’armamento per i vigili è stato poi definito nei dettagli in una deliberazione di giunta, e in seguito è passato indenne persino alle osservazioni di maggioranza e opposizione nella Commissione sicurezza del Campidoglio, oltre a essere stato discusso con le organizzazioni sindacali. Ma il provvedimento di attuazione si è arenato prima dell’ultimo passaggio, quello decisivo, in aula Giulio Cesare. Le armi dovrebbero essere distribuite in relazione ai compiti assegnati agli agenti, o almeno così prevede la deliberazione. Che resta inattuata, tanto che Di Bella ha deciso di affidarsi alla magistratura per forzare la mano alla «pigrizia» della politica capitolina. «Ho denunciato nominalmente - spiega - tutti i consiglieri comunali alla procura di Roma, e il fascicolo è in mano al sostituto procuratore Maria Bice Barborini. Siccome nonostante la mia denuncia la proposta di deliberazione giace ancora nei cassetti del consiglio comunale e non viene messa all’ordine del giorno, ora voglio capire a che punto è l’iter dell’inchiesta».
Scopo dei nuovi vertici della segreteria della Cisl - oltre a Di Bella c’è Giancarlo Cosentino - è convincere l’amministrazione ad attuare il regolamento per le armi. Con le buone o con le cattive. «In campagna elettorale - spiega il segretario aggiunto - centrosinistra e centrodestra fanno della sicurezza e della polizia municipale un cavallo di battaglia: perché allora né la maggioranza né l’opposizione si decidono a mettere la questione all’ordine del giorno? Non è solo un atto di responsabilità verso gli agenti, ma anche il semplice adempimento del loro dovere». La soluzione, nel caso in cui «noi vigili restiamo ostaggi del consiglio comunale», spiega Di Bella, non deve per forza passare per le aule giudiziarie. «Veltroni - conclude il sindacalista - non farà scadere il suo mandato senza portare a termine questo progetto. Sarà stata una piccola disattenzione, perché la sua maggioranza ha i numeri per approvarlo, senza lasciare alla magistratura il compito di obbligare il Campidoglio a fare il proprio dovere. Vedrete, la delibera sarà sotto l’albero di Natale».