«Troppe discussioni su redditi e soldi In un mese faremmo chiarezza»

Roma Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti: volete mettere da parte i giudici e decidere voi di separazioni e divorzi?
«Vogliamo che arrivi al sistema giudiziario quello che lo merita, non tutto. Altrimenti, i tribunali scoppiano. Estendere l’istituto della conciliazione è una buona strada. Noi vorremmo fare la nostra parte. Ne abbiamo parlato con il ministro Alfano».
Qual è la ricetta per semplificare?
«I divorzi si basano su 3 aspetti: figli, casa e soldi. I primi 2 si risolvono presto. Rimane il terzo, il più delicato: accertare la consistenza patrimoniale dei coniugi, chi deve mantenere l’altro».
I tempi lunghi dipendono da questo?
«Il più delle volte sì. Siamo franchi: magistrati e avvocati di fronte ad una denuncia dei redditi spesso hanno difficoltà. Un legale dice una cifra, l’altro contesta con la metà, iniziano le discussioni e tutto dura una vita. Noi faremmo chiarezza in un mese con il sistema del filtro collegiale».
Sareste anche utili per scoprire eventuali coniugi evasori fiscali?
«Il nostro compito sarebbe interpretare la denuncia, che prescinde da eventuali redditi non dichiarati. Ma potremmo essere utili anche in questa fase».
Lo fate per avere nuovi guadagni?
«Siamo pronti ad accettare un tariffario. Lo facciamo per offrire prestazioni utili e ridurre i costi complessivi».