Troppe favelas, niente sicurezza Veltroni ritiri la delega a Touadi

Sicurezza ridotta ai minimi termini nella capitale. Per questo motivo Forza Italia chiede al sindaco Veltroni di far dimettere l’assessore Jean Léonard Touadi dall’incarico di delegato per la sicurezza. «Al nostro sindaco Veltroni - si legge nel documento - chiediamo di togliere all’assessore Touadi la delega per la sicurezza. Una vicenda nata in modo grottesco deve terminare al più presto. La sicurezza era stata affidata inizialmente all’avvocato Claudio Santini che rinunciò ad assumere l’incarico avendo subito la consapevolezza di trovarsi di fronte a una scatola vuota. L’incarico venne poi assegnato all’ex Presidente del XII Municipio Pollak di cui si sono presto perse le tracce. Ora non possiamo che certificare il totale fallimento dell’assessore Touadi che ha dimostrato di non poter garantire i requisiti minimi di competenza e affidabilità».
«Un’amministrazione saggia e davvero preoccupata del benessere dei romani, dovrebbe prenderne finalmente atto e procedere alla rimozione di Touadi dal suo incarico - continua Giro -. Dal rapporto che Forza Italia ha preparato sull’emergenza nomadi appare evidente che la denuncia lanciata da Silvio Berlusconi un mese fa era tutt’altro che strumentale. Alla luce delle cifre e dei dati disastrosi che abbiamo presentato, il sindaco farebbe bene ad ammettere pubblicamente che commise un grave errore a replicare con battute sgarbate alle parole ferme e nette di Berlusconi e chiedere scusa. Ora che il problema è emerso in tutta la sua gravità ci chiediamo cosa intenda fare Veltroni. Se restare nella sua inerzia o promuovere in tempi rapidi un tavolo di confronto politico con tutte le forze presenti in consiglio comunale. Il prefetto Serra in queste settimane si è distinto per il suo attivismo ma accanto alla voce istituzionale è mancata quella voce politica di Veltroni che ancora una volta ha preferito scappare delegando ad altri i problemi concreti che attanagliano la nostra città. È il perno del veltronismo: al sindaco la luce dei riflettori, agli assessori l’ombra dei disagi e dei problemi. Ora però è giunto il momento che ciascuno si assuma le proprie responsabilità; Veltroni deve smettere di fare il sindaco part time; rinunciare a tagliare qualche nastro per andare sul campo e studiare le carte, quelle dell’amministrazione e non di qualche nuovo romanzo da pubblicare o di qualche sceneggiatura da lanciare in tv o al cinema. I dati sull’emergenza nomadi sono impressionanti, quasi 100 campi disseminati per la capitale, in tutti i municipi di Roma, spesso in condizioni di assoluto degrado e di insicurezza, in 6 mesi si sono registrati 75 roghi in queste strutture fatiscenti. Campi che inoltre sono fonte di attività illecite che alimentano la microcriminalità. Ci chiediamo che fine abbiano fatto o quali effetti abbiamo prodotto i fiumi di danaro spesi per i campi nomadi, come quelli destinati al campo di Villa Troili oggi sgomberato in fretta, che ha ricevuto circa due milioni di euro».
«Baraccopoli, bidonville e tendopoli: questo è il drammatico quadro che ci lascia Veltroni - conclude -. Berlusconi lo ha denunciato e ora finalmente tutti i giornali, di centro, di sinistra e di destra ne parlano, senza reticenza e con i dati alla mano».