Troppe imposte comunali e gli statali ancora a secco: il Cnel boccia la manovra

da Roma

Una bocciatura nel metodo e nel merito. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ha approvato le «valutazioni» sulla Finanziaria 2008 varata dal governo. E le ombre sovrastano le pochissime luci. Il parlamentino che riunisce sindacati, organizzazioni datoriali ed esperti di economia ne fa una questione di rapporti con le parti sociali. Le procedure della concertazione sono ormai «evanescenti e deludenti». E preoccupa il rinvio del nodo Welfare. Il destino del provvedimento che dovrà recepire l’intesa tra il governo e le organizzazioni di lavoratori e datori.
Il parere del Cnel è tradizionalmente approvato all’unanimità. Ma mentre durante il dibattito sulla Finanziaria dell’anno scorso emersero opinioni diverse sulla manovra 2007, quest’anno i rappresentanti del mondo del lavoro si sono ritrovati tutti d’accordo. Dato significativo, visto che molte delle organizzazioni alle quali fanno capo i diversi consiglieri, hanno approvato la manovra.
Tra i temi che destano perplessità c’è quello del contratto dei dipendenti pubblici. Ieri il presidente del Consiglio Antonio Marzano lo ha spiegato nel corso dell’audizione parlamentare sulla Finanziaria. Le risorse per il contratto «non garantiscono certezza di coperture» e «rappresentano un vulnus», «un cattivo segnale sul piano dei rapporti sociali» e «impediscono di affrontare uno dei temi decisivi della riqualificazione della spesa».
Ma la lente del Consiglio si posa anche sul fisco. Le misure adottate dal viceministro Vincenzo Visco comportano il rischio a livello locale. «Un incremento della pressione fiscale locale (estimi catastali, addizionale Ire, ecc. ) tali da riassorbire i vantaggi derivanti ad esempio dagli interventi centrali di riduzione dell’Ici e di contributo per il pagamento degli affitti e anche quelle delle misure per promuovere lo sviluppo».
Il nodo delle tasse secondo il Consiglio è centrale. E anche la soluzione non può che passare per una riduzione delle imposte. Dal parere di Villa Lubin sulla Finanziaria 2008 emerge chiaramente un sostegno alla proposta sindacale di abbattere la pressione fiscale sul lavoro. Tema caro a Cisl e Uil, adesso adottato anche dalla Cgil e sul quale i tre confederali si preparano a una mobilitazione a metà novembre.
Il Cnel osserva che sui 20 milioni di lavoratori dipendenti si scarica «un surplus di prelievo derivante dall’evasione fiscale». Da tale «abnorme pressione fiscale» emerge l’esigenza di un «ripensamento complessivo». L’organo costituzionale propone una «significativa riduzione del prelievo, con ristrutturazione delle aliquote e degli scaglioni, con ripensamento del sistema delle detrazioni». E la «omogeneizzazione» delle rendite finanziarie. In altre parole un aumento delle aliquote sui guadagni da investimenti sul mercato dei titoli, ma anche una diminuzione di quelli applicati agli interessi dei conti bancari.