Troppe multe Il Comune blocca le telecamere

L’assessore Merella: «Amt riveda i controlli, stop ad altri congegni». I motociclisti: «Pioggia di ricorsi»

Le telecamere, si sa, non ammettono distrazioni. Decine di migliaia di genovesi se ne renderanno conto fra pochi giorni, quando vedranno arrivare a casa le multe da 74 (per la sosta) o 70 (per il transito) euro. Per molti sarà una sorpresa: a pescarli in errore non sono stati i vigili, ma le due telecamere messe dall’Amt a guardia delle corsie riservate dei bus. Nel sottopassaggio di via Archimede e nella vicina via Tolemaide (zona Brignole) la media è di 2mila contravvenzioni al giorno. Le telecamere sono in funzione dai primi di febbraio, per questo i multati potrebbero essere quasi centomila. «Roba da conflitto sociale!» sbotta Arcangelo Merella, assessore comunale alla Viabilità. Il Comune, dopo aver autorizzato i controlli elettronici, decide ora di tirare il freno: «In tutto saranno 20 le telecamere, alcune (come quella di via Fillak e Canevari, ndr) già pronte per entrare in funzione. Ma prima ne voglio parlare con l’Amt, le cose vanno ripensate» spiega. E promette: «Finché è aperto il tavolo di confronto non si accenderanno altre telecamere».
Sulle due entrate in funzione da poco, l’assessore è critico: «Vanno segnalate con dei lampeggianti, specie quella nel sottopassaggio Archimede. Lì sotto, una delle quattro corsie potrebbe essere riservata ai motorini, i più multati. I vigili stanno studiando se è possibile». C’è un problema pratico («le telecamere non si vedono e ne va dimostrata l’efficienza») e uno più politico, suggerito forse dall’imminenza delle elezioni: «Non si può far cassa multando le persone. Il numero di infrazioni è costante, segno che le telecamere non funzionano da deterrente».
O forse non si vedono. Non ci sono cartelli che indicano l’occhio elettronico bianco sistemato alla fine del sottopasso Archimede. Molti motorini, in quel punto, entrano nella corsia gialla dei bus per essere davanti alle auto al momento del verde e in quel momento vengono «pizzicati».
In via Tolemaide c’è un cartello a bordo strada che segnala i «controlli elettronici», ma la corsia gialla dei bus è tratteggiata. «È giusto multare i motorini per proteggere la sicurezza dei bus, ma perché quelle auto restano per ore posteggiate sul marciapiede, bloccandolo completamente, senza che nessuno faccia niente?» si chiede un commerciante della via, indicando due vetture in sosta.
Le multe potrebbero scatenare anche una battaglia legale. L’associazione «Due ruote in città» ha aperto uno sportello per fare i ricorsi contro «queste multe ingiuste». Il presidente Romolo Benvenuto, parlamentare della Margherita, spiega: «Da anni chiediamo al Comune di aprire lo sportello del motociclista in una città che è la capitale italiana delle due ruote. Invece ci aprono gli sportelli per pagare le multe dei motociclisti. Allora facciamo da soli e presso il nostro point in via Nino Bixio 4b, in Carignano, aiuteremo i motociclisti a fare ricorso, mettendo a disposizione un nostro legale. Le telecamere - aggiunge - sanzionano senza giudizio le moto, lo stesso Merella le ha definite delle tonnare. Inonderemo il Prefetto e il giudice di pace di ricorsi sostenendo la dubbia legittimità di una decisione che sembra più funzionale a risanare il deficit di Amt che a garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione».
L’Amt, dal canto suo, ricorda che il controllo delle corsie gialle con dispositivi elettronici è previsto nel suo piano industriale definito con il Comune: «Siamo disposti a discutere correzioni con la giunta - spiega l’azienda-. Nel frattempo, le due telecamere continueranno a funzionare, le altre non sono ancora pronte».