Troppe storie inventate

Gentile Direttore del «il Giornale»,
con riferimento al dibattito sull’identità o mancanza di identità dei Liguri, e dei Genovesi in particolare, causata dalla lettera del signor Giacomo Petrella pubblicata da «il Giornale» di mercoledì 1 marzo, vorrei sottolineare alcuni fatti.
1) Dopo la decisione del congresso di Vienna di cedere al Piemonte il territorio appartenente alla Repubblica di Genova, ancora sovrana sulla base del proclama di W. C. Bentinck, comandante in capo dell’Armata Britannica...che diceva al punto primo: «che la costituzione degli Stati Genovesi quale esisteva nell’anno 1797,con quelle modificazioni che il voto generale, il pubblico bene e lo spirito dell’originale costituzione del 1576, sembrano richiedere è ristabilita», si evidenziò la differenza culturale abissale che esisteva tra lo stato militarista piemontese ed il pacifico stato genovese aperto al commercio ed ai traffici. La conseguenza fu che si aprì una grave crisi per la Liguria e la sua popolazione e che, contrariamente a prima, cominciò a emigrare. Non solo, ma molte volte il popolo si sollevo contro i Savoia ed il loro esercito fino al bagno di sangue del 1849, mai raccontato nei libri di storia sabaudi.
2) Solo quando Cavour, che aveva vissuto a lungo a Genova, cambio la politica piemontese promuovendo l’industrializzazione della città, Genova si riprese fino ad essere, agli inizi del ‘900, una delle più importanti e più ricche citta d’Italia. Ciò comportò grandi vantaggi per la nazione Italia anche se l’industrializzazione fu pagata dalla Liguria con notevoli danni ambientali non più recuperabili. Comunque, ancora all’inizio della seconda guerra mondiale, Genova era una grande città industriale e portuale di notevole rilievo nell’economia nazionale.
3) Dopo la guerra e fino agli anni ’60, la città ha resistito, ma quando ha subìto la perdita di tutte le industrie a Partecipazione statale la città è caduta in una crisi profonda non ancora superata. Tutto questo mentre altre città, prima provinciali, hanno saputo crescere e migliorare il loro tenore di vita e non solo nel Nord Est ma anche al Centro. In questa situazione è ovvio che i Liguri si chiedano dove hanno sbagliato e cosa debbono fare per ritornare all’altezza del loro passato.
Memori di ciò, abbiamo creato nel 1994 l’A.R.Ge (Associazione per il recupero dei valori della gloriosa Repubblica di Genova) che si propone, studiando la storia della Repubblica, di denunciare i falsi della storiografia savoiarda che tanto hanno contribuito a dare una immagine distorta di noi liguri, della nostra storia e della nostra cultura, di recuperare l’uso delle parlate liguri con il recupero della nostra identità tanto necessaria per confrontarsi con gli altri nel moderno mondo globalizzato. Per questo non posso tacere quando leggo posizioni anti liguri che sono storicamente infondate o, peggio, inventate.
RingraziandoLa per lo spazio e l’attenzione concessa ai nostri problemi La saluto cordialmente.
*Presidente dell’AR.Ge