Troppi abbandoni, i canili non ce la fanno più

Simone Turchetti

I cani si sa, sono fedeli per antonomasia. Meno fedeli sono i padroni, che, specialmente d'estate, abbandonano al proprio destino migliaia di animali. Il copione è sempre lo stesso: il cucciolo spesso viene preso come regalo di Natale per i figli, ma l’estate successiva è ormai cresciuto, è diventato un peso. E quindi viene «rottamato».
Anche quest'anno la storia si ripete, e i nove canili gestiti dal Comune non ce la fanno più. Sono ormai 2500 i quattrozampe ospiti di queste strutture, date dal Comune in gestione ad associazioni di volontari. In alcuni casi si è già al doppio della capienza. Un esempio è il canile municipale della Muratella, il più grande, in cui operano i ragazzi dell’Associazione canile di Porta Portese. Qui la situazione è critica. Nelle gabbie, che possono ospitare fino a 400 cani, sono stipati oltre 900 animali. E proprio alla Muratella si è parlato del del fenomeno dell'abbandono e delle adozioni estive, in una conferenza stampa voluta dal delegato del Sindaco per i Diritti degli Animali, la verde Monica Cirinnà, e da Fabio Sabbatani Schiuma, di An, vicepresidente del Consiglio Comunale.
Un impegno «bipartisan», come tutti quelli che hanno in oggetto gli animali, per far fronte all’emergenza. «Ormai gli animali non sono più abbandonati solo sulle strade, molti vengono lasciati direttamente ai canili, credendo che sia un comportamento più responsabile; ma è comunque una forma di crudeltà» ha spiegato la Cirinnà. In pratica, il fenomeno dell’abbandono colpisce direttamente le strutture, a cui spesso vengono consegnate intere cucciolate. «Stiamo parlando anche di sette-otto cuccioli per volta - chiarisce Veronica, una delle volontarie della Muratella - che sono costretti a convivere con cani malati. E in agguato c’è sempre il rischio di un'epidemia».
Per dare un taglio, per così dire, al fenomeno, un modo c'è. Anche se può sembrare drastico. «La castrazione permette di controllare le nascite ed evitare cucciolate indesiderate» sostiene il delegato del Sindaco. «C'è molta resistenza di fronte all'idea, ma si tratta solo di una vasectomia per i cani maschi. Una piccola operazione che non li trasforma in pupazzi, ma permette loro di accoppiarsi senza riprodursi». Ma il solo controllo delle nascite non basta. Servono le adozioni, che possono svuotare i canili quel tanto da concedere loro un po' di respiro. Purtroppo ai molti arrivi nelle strutture non corrispondono altrettante partenze, soprattutto nei mesi estivi. «Invece adottare un cane d'estate, quando c'è più tempo da dedicargli, significa abituarsi meglio alla sua presenza» ritiene Schiuma. Che per dare seguito alle parole, ha colto l'occasione per prendere con sé Monika, un meticcio di 3 anni. «Scegliere un cane adulto è una scelta responsabile; dà anche più compagnia» ha detto Schiuma. Che ha poi scherzato con i giornalisti: «Il nome Monika? Un omaggio alla mia collega, ma con il kappa, per non creare malintesi».
E il consigliere non è stato il solo a lasciare il canile con un amico in più. Paola e Bruno, una simpatica coppia di cinquantenni, sono i nuovi genitori di Olimpia, un bel pastore maremmano. Ma per un cane che trova una nuova casa, ne restano troppi in gabbia: ergastolani senza nessuna colpa.