«Troppi apparecchi obsoleti»

Piero Moscatelli è il presidente di Ceced, l’associazione di Confindustria alla quale aderiscono i produttori italiani di elettrodomestici. Gli chiediamo: servirà il provvedimento a dare ossigeno a un settore che nel 2008 ha subito un calo di produzione superiore al 10%? «Aspettiamo i dettagli - risponde -. Per il momento siamo fiduciosi ma anche sorpresi».
Perché sorpresi?
«È strano che gli incentivi siano legati alle ristrutturazioni perché un elettrodomestico non ha niente a che vedere con l’edilizia: basta attaccare una spina! E poi ci preoccupa il limite temporale di nove mesi. È dimostrato che per funzionare bene gli incentivi devono essere di lungo periodo. Confidiamo che nei giorni ancora a disposizione il governo possa mettere a punto delle norme ancora più efficaci».
Come?
«Spingendo alla sostituzione di apparecchi vecchi con prodotti più efficienti, in grado di consumare meno e di ridurre le emissioni. In Italia sono 20 milioni gli elettrodomestici obsoleti, con più di dieci anni. Solo se è di lungo periodo l’incentivo spinge al ricambio».
Oggi già esistono benefici per l’acquisto di frigoriferi.
«Sì, hanno un arco temporale di tre anni e scadono il 31 dicembre. Si è calcolato che nel 2008 hanno favorito la vendita di 800mila frigoriferi aggiuntivi. Quelli di fascia ecologicamente più elevata nel 2006 erano il 12% del parco italiano, oggi sono il 47 per cento. È un risultato che parla da solo».