Troppi cantieri, Milano si conferma «città aperta»

Finiranno a novembre come da programma gli scavi di via Broletto

Giorgio Scaglia

Che i lavori stradali in città si facciano d’estate è cosa ovvia e ragionevole. Un po’ meno ovvio e ragionevole è che i milanesi rientrati dalle vacanze trovino ancora tanti cantieri aperti, soprattutto in centro, dove la circolazione è più difficoltosa. Succede così anche quest’anno, con ben 31 cantieri che interessano altrettante strade e che, inutile negarlo, creano parecchi grattacapi a pedoni e automobilisti.
Il problema in questi casi non è il lavoro che inizia (se bisogna farlo si fa) ma quando finisce, perché scavi, buche e transenne mal si conciliano con il traffico e la viabilità quotidiana di una città che è già abbondantemente entrata a regime. Finora, va detto, le cose non stanno andando malissimo. A parte poche eccezioni, lo stato dei lavori è in linea con i tempi previsti a giugno. Quelli in via Mecenate, ad esempio, in via Fulvio Testi e via Bignami, il cui termine era fissato per la fine agosto sono in effetti già conclusi e sono in via di conclusione anche quelli in piazzale Lagosta e viale Zara il cui termine, rispettato, è previsto per questa settimana. Del resto un veloce giro fatto ieri fra i cantieri aperti, ci ha permesso di verificare che gli operai sono in piena azione per finire in fretta.
Ma, come dicevamo, qualche ritardo c’è: la riqualificazione stradale in via Padova e via Predabissi che doveva concludersi entro il 31 agosto vedrà invece la fine entro la prossima settimana se non ci saranno altri intoppi e mettendo in conto delle piogge e dei temporali che hanno a più riprese intralciato i lavori. Altro ritardo è quello per la realizzazione del parcheggio sotterraneo di via Ozanam la cui fine è stata posticipata di un anno per problemi legati allo spostamento di sottoservizi. In questo caso, però, i lavori non sono gestiti dal Comune ma dall’impresa che ha vinto l’appalto.
Ritardi sì, ma compensati anche da qualche «anticipo», merce perennemente rara in Italia. Un esempio? Dopo il caso eclatante di corso Garibaldi, aprile 2006 anzichè luglio 2006, in via San Michele del Carso la sostituzione dei binari finirà un paio di giorni prima rispetto alla data prevista del 16 settembre e stessa cosa accadrà in via Mazzini dove il termine era fissato all’11 settembre.
Il Comune non segnala imprevisti nemmeno per le opere più lunghe, quelle che andranno più avanti nel tempo: come i disagi. Prendiamo via Broletto, alle prese con importanti interventi sulla sede stradale che, stando a quel che si dice a Palazzo Marino, verranno completati regolarmente entro novembre, così come fissato a suo tempo.
Prova ne sia che i tram delle linee 3-4-12 e 14 hanno già ripreso regolarmente il servizio. Anche in via Silvio Pellico si lavora di buona lena e le opere in corso verranno chiuse a fine ottobre, si assicura, come da copione.