Troppi carbonili a cielo aperto a Genova

Egregio dottor Lussana, mi riferisco all’articolo apparso su il nostro Giornale di Genova del 21 settembre relativo all’apertura dei cancelli della centrale termoelettrica Enel. Rendiamo merito e plauso all’Enel per aver adeguato l’impianto (compreso il carbonile) ai nuovi standard europei, riducendo drasticamente le emissioni inquinanti scaricate nell’atmosfera.
Nell’articolo menzionato si precisa che «la polvere di carbone che il vento di tramontana mulinava su Genova» non proveniva dal carbonile dell’Enel.
È quindi lecito supporre che tale polvere di carbone provenisse da altri carbonili a cielo aperto di proprietà di terzi e attigui alla centrale.
Più calzante sarebbe stato scegliere la coniugazione dei verbi «mulinare» e «provenire» all’indicativo presente e non al passato perché il «mulinare» continua e si aggraverà nel proseguo della stagione.
Appare paradossale ed anacronistico che a fronte di un carbonile Enel, tecnologicamente avanzato e rispettoso degli standard di sicurezza e protezione dell’ambiente, sussistino ed operano altri carbonili di più vetusta concezione e forse anche privi di certificazioni ambientali. A quanto detto da riscontro la situazione che, in particolari condizioni atmosferiche, un’ampia zona della circoscrizione centro-ovest della città soggiace sotto una coltre di materiali particellari (prevalenteente costituita da polvere di carbone) che sembra vanificare gl’ingenti investimenti effettuati dall’Enel in questi ultimi anni per la difesa dell’inquinamento atmosferico. L’iniziativa presa dall’Enel nell’aver «aperto i cancelli» penso che potrebbe contribuire a stimolare un clima favorevole al debellamento della «Congiura del Silenzio» che da sempre occulta l’esistenza di questo particolare ed affliggente problema.
Ben lungi da me parlare di chiusura della centrale perché tale proposta sarebbe oggi anacronistica ed inopportuna, però sensibilizzare le autorità preposte a prendere in esame la soluzione del problema creato dai carbonili a cielo aperto sarebbe opera improrogabile e meritevole di considerazione.
Cordialmente saluto.