Troppi consiglieri proprietari di case: salta il piano urbanistico comunale

Cercasi disperatamente consigliere comunale nullatenente. L'annuncio potrebbe comparire a Rapallo a breve. Anzi, entro gennaio visto che nel primo consiglio del 2010 il comune deve approvare il nuovo Puc, Piano urbanistico comunale. Unico ostacolo: per votare, i singoli consiglieri non devono trovarsi in conflitto di interessi con la norma. Ovvero, come ha spiegato un esperto legale interpellato dall’amministrazione rapallina, non possedere beni immobili che «anche astrattamente» possano ottenere vantaggi o svantaggi dal nuovo piano urbanistico. Tutta colpa, probabilmente, di quell'imponderabile «astrattamente» che ha messo fin da subito in allarme l'intera maggioranza affrettatasi, a quanto sembra, a dichiarare in anticipo la propria incompatibilità. Che si tratti di appartamenti, ville, terreni, box o di un misero scantinato non importa. Tanto più che «l'incompatibilità colpisce anche per i beni posseduti dai familiari entro il quarto grado», ha spiegato martedì sera lo stesso sindaco Mentore Campodonico (Pdl) secondo il quale «sta alla sensibilità e all'autonoma valutazione dei consiglieri decidere se partecipare al voto». Una discrezionalità che ha scatenato l'opposizione visto che, ha aggiunto il sindaco, «qualora venisse a mancare il numero legale, il Puc verrebbe approvato da un commissario ad acta nominato dalla Regione». E se il sindaco ammette che «nel valutare l'incompatibilità dei consiglieri esistono due diverse interpretazioni, una più rigorosa e una più permissiva», la minoranza denuncia un comportamento che di fatto impedisce la discussione e l'approvazione in consiglio del piano.
Nicola Costa (Pd) si rifà allo Statuto «che parla di correlazione diretta e immediata e quindi non è sufficiente un vago sospetto di incompatibilità come sostiene l'avvocato». Insomma, un vero empasse giuridico i cui effetti si sono sentiti già durante il consiglio di martedì che all'ordine del giorno aveva, oltre all'approvazione del Piano paesistico, anche l'adozione del Piano casa del Governo adottato dalla Regione. Un piano «anticrisi per rilanciare l'attività edilizia ma che deve essere limitato nel comune di Rapallo impedendo gli ampliamenti previsti dalla legge nelle zone di maggior pregio come San Michele di Pagana e a San Bartolomeo», ha spiegato a nome della maggioranza Elena Canacari. Unico ostacolo: la maggioranza martedì non aveva i voti necessari per approvare il testo a causa dell'incompatibilità di Gerolamo Giudice (Udc) e dello stesso capogruppo Pdl, Arduino Maini. Una incompatibilità per interesse negativo, spiega il segretario comunale Roberto Capobianco, visto che «il provvedimento danneggia i due consiglieri». Ma la minoranza decide comunque di abbandonare l'aula: «Trovo incomprensibile come molti consiglieri che a gennaio non voteranno il Puc per incompatibilità, oggi sono pronti a votare il Piano casa», accusa Maurizio Roncagliolo. Mentre Roberto Zunino parla di «schizofrenia di comportamento», e Giorgio Costa, «considerato che si ha tanto timore dei conflitti di interessi», propone di «adottare il piano casa della Regione senza ulteriori vincoli così nessuno potrà dire che dai consiglieri è stato favorito qualcuno, tanto a tutela del territorio rimangono in vigore le norme ambientali e paesaggistiche». Ma la maggioranza non ci sta e accusa l'opposizione di «non voler tutelare, abbandonando l'aula, un patrimonio di pregio che il mondo ci invidia» (Domenico Cianci, Pdl). Alla fine solo la presenza tra la minoranza di Costa garantisce il quorum mentre il resto dell'opposizione abbandona l'aula . Ma Campodonico ribadisce che «su un documento importante come il Puc non si può rischiare dopo le decine di segnalazioni alla Corte dei Conti e al Prefetto che ci piovono addosso anche se immotivate». Chiara allusione ai numerosi ricorsi dell'ex sindaco Ezio Armando Capurro che martedì era assente ma fa comunque sapere che potrebbe impugnare i provvedimenti di martedì. In attesa del Puc.