Troppi criminali, il capo della polizia si dimette

Paradossale autolicenziamento in Giamaica: era in carica solo da due anni, ma si è lamentato che i colleghi si impegnino troppo poco

Troppa violenza, troppi omicidi soprattutto. E lascia l'incarico. Peccato che il dimissionario sia il capo della polizia giamaicana. Nel paese, paradiso caraibico adorato per Bob Marley, le spiagge e dalle Olimpiadi di Pechino anche per Usain Bolt, le cifre sulla criminalità sono tutt'altro che angeliche. Secondo le statistiche ufficiali oltre 1.300 persone sono state assassinate dall'inizio di quest'anno in Giamaica, che si conferma uno dei paesi con il più alto tasso di omicidi al mondo. Oltre al fatto che l'isola, che conta meno di tre milioni di abitanti, è anche il maggior paese caraibico produttore ed esportatore di marijuana e un crocevia per lo smistamento della cocaina sudamericana diretta verso il Nord America e l'Europa.
Insomma una vera disfatta per le forze dell'ordine. Anzi, secondo il dimissionario Hardley Lewin, i suoi colleghi si impegnerebbero troppo poco, motivo per cui, insieme alla violenza diffusa, avrebbe lasciato il suo posto, almeno secondo quanto ha reso noto il governo locale. Il 56enne Lewin era in carica da meno di due anni. Ma non ha resistito: ha lasciato il suo posto perché la polizia «non sta facendo abbastanza per fronteggiare la situazione», ha spiegato il ministro giamaicano dell'Informazione Daryl Vaz. La polizia, cioè anche lui. Forse, quando ha accettato l'incarico, sperava di riuscire a migliorare la situazione. Ma gli sono bastati solo due anni per ricredersi: e, ormai deluso, Lewin se n'è andato.