Troppi debiti, si impicca nel suo bar «È morto per colpa degli strozzini»

L’hanno trovato ieri mattina, impiccato nel seminterrato del suo bar tabacchi all’inizio di viale Monza, vicino una lettera «Non ce la faccio più. Soffro troppo per continuare a vivere». Apparentemente un drammatico caso di depressione. Ma per Frediano Manzi, presidente di Sos Usura, si tratta di una nuova vittima degli strozzini. Ipotesi indirettamente avallata dagli investigatori che oltre a un generico «Stiamo verificando» non vogliono spingersi. È il secondo caso in viale Monza dopo il suicidio per usura di una macellaio nel 2005.
Andrea, 52 anni, sposato due volte, una figlia dalla prima moglie, un maschio dalla seconda, una decina di anni fa aveva rilevato il «Loreto» proprio all’inizio di viale Monza. Un ampio locale, tre luci, con bar, tabacchi e tavola fredda. «Un’attività molto ben avviata con tre o quattro dipendenti- dicono i vicini fermi davanti al locale ora chiuso -. La moglie gli dava una mano un paio di volte alla settimana, mentre il figlio lo vedevamo assai più raramente. No, non abitava in zona, ma in provincia».
Nulla di particolare dunque nella vita di Andrea, ma qualcosa di molto importante ha sconvolto la sua tranquilla routine. Così domenica, trascorsa l’ultima serata in famiglia, ha detto alla moglie che avrebbe dovuto passare un momento al bar ed è sparito. Ieri verso le 7.30 la prima dipendente che ha aperto l’esercizio è scesa nel seminterrato, usato come magazzino, e ha fatto la macabra scoperta. La stessa fine di Franco Roberto Mandotti, 41 anni, una moglie e due bambini, un negozio gestito insieme al padre. Trovato impiccato nel suo stand-macelleria al mercato comunale coperto di viale Monza il 20 gennaio di quattro anni fa. In tasca un biglietto nel quale ha indicato il motivo del gesto: la disperazione per l’usura a cui era sottoposto, e il nome del presunto strozzino.
Della vicenda si sta ora occupando il commissariato Greco Turro ma anche i carabinieri della stazione Garibaldi. Sembra infatti che il barista si fosse rivolto al maresciallo per confidargli i suoi problemi. Particolari non confermati dagli investigatori che si limitano a un generico «Stiamo indagando».
«Andrea come Franco è stato ucciso dagli usurai - conferma invece Frediano Manzi -. Il biglietto lasciato da Andrea dice molto di più e accusa un’importante banca di avergli chiuso i crediti mandandolo continuamente in protesto. Costringendolo a rivolgersi a una persona di Brescia, collegata a una finanziaria. Società che spesso nascondono truffe o attività occulte di usura. Nel mese di maggio l’Associazione Sos Racket e Usura ha ricevuto 1.175 segnalazioni di cui 300 solo da Milano - aggiunge Manzi -. A giugno 875 e nei primi 20 giorni di luglio siamo a 902 segnalazioni. Quasi il triplo rispetto al 2008».