Troppi divieti, i fan della movida in rivolta

C’è il sindaco che fa lo sceriffo della notte a caccia di decibel di troppo, c’è quello che impone il silenzio al calcetto tutte le sere e invoca palline insonorizzate. C’è chi impedisce di bere davanti ai locali dopo mezzanotte e chi vieta di trasportare legna in spiaggia dopo le ventitré. Nell'atmosfera agostana, tiene banco la guerra alla movida e ai rumorosi party di gran moda sulle spiagge.
I sindaci delle località balneari sommersi dagli esposti dei fan della quiete spesso cedono al partito della quiete e così piovono ordinanze restrittive. Ma quest’anno la fazione opposta ha deciso di ribellarsi: a Jesolo i frequentatori di un locale di culto, il Terrazzamare, a cui il Tar ha vietato di far concerti, sono letteralmente in rivolta: minacciano di scendere in piazza e la pagina di Facebook «Giù le mani dal Terrazza» ha raccolto in poche ore 10.000 fan.
Anche i sindaci sono divisi, nella gara tra i divieti e accontentare i turisti che portano soldi alle casse comunali senza scontentare i residenti che portano voti alle elezioni. Sul fronte opposto, alcuni gestori del Sud hanno velatamente minacciato di non pagare le tasse se verranno puniti per le trasgressioni alle ordinanze capestro.
Ai sindaci non resta che barcamenarsi. A Loano, in Liguria, l’aria è permissiva. «Abbiamo puntato sul turismo giovanile che vuole soprattutto divertirsi» spiega il sindaco Angelo Vaccarezza. Così i negozi possono rimanere aperti due ore in più mentre la notte loanese di Ferragosto terminerà con il sorgere del sole.
Riccione e Forte dei Marmi, invece, hanno utilizzato la via di mezzo. Come? Eliminando i vocalist e controllando la qualità degli impianti acustici. E il sindaco di Riccione ha dettato una serie di linee guida per limitare il rumore senza fermare la festa. A Forte, invece, gli stabilimenti balneari hanno a disposizione 13 serate da dedicare alle feste in spiaggia con musica sino all’una di notte. Non si ammettono sconfinamenti.
A Jesolo è in corso una guerra fredda. Non c’è solo il «Terrazzamare»: la limitazione dei decibel scatta alle 00.30 e il popolo della notte non ci sta. Guerra aperta anche tra Albisola Superiore e Albisola Marina. Il sindaco di Marina, ha dato una secca virata al fenomeno movida e contro i fracassoni del sabato sera. Sulla sponda a Levante, invece, il sindaco Franco Orsi ha detto chiaro che «a movida rappresenta una componente fondamentale del turismo». Per fortuna non ci sono troppi turisti a Villa d’Ogna, il paesino del bergamasco dove la Fas Pendezza produce ed esporta calciobalilla da 45 anni. Il sindaco Angelo Bosatelli, ha emanato un’ordinanza che vieta le partite di calciobalilla dopo le 22 nei giorni feriali e dopo mezzanotte nel fine settimana. Ancora più drastica la situazione a Lido di Camaiore dove il comune spegne la musica dopo la mezzanotte sul lungomare.
E il ministro Michela Vittoria Brambilla da che parte sta? «Io sto dalla parte del Turismo. E per attrarre gente bisogna specializzarsi per prodotti: turismo delle famiglie o turismo dei giovani». Il messaggio è chiaro: «Il nostro Paese è bello e grande, c’è modo di creare un’offerta per tutte le esigenze. Ma i comuni devono fare delle scelte. Quelli che vogliono attrarre i giovani devono creare aree di divertimento come sono state fatte in Romagna con le discoteche sulle colline. Le località balneari dedicate al turismo della famiglia e degli anziani. Devono aumentare invece servizi come, per esempio, aree giochi e bocciofile».
Per il ministro, infatti, le vacanze si scelgono «non più per destinazione ma per motivazione: ognuno in ferie vuole fare quello che più gli piace». Sia chiaro, chi sceglie la movida non può avere carta bianca. Il rumore va regolato. Come? «Usando impianti di nuova generazione, orientando le casse verso il mare nelle feste sulle spiagge». Insomma, nel luoghi per i giovani «serve organizzazione ma anche l’accoglienza turistica di tutta la città. mentre è immancabile la tutela della sicurezza dei giovani affidata alle Forze dell'ordine».